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ISPICA - 15/12/2012
Cronache - Tra gli imputati anche la ex sovrintendente di Ragusa Vera Greco

Villa abusiva Lombardo: in 4 a giudizio

Il quartetto d’imputati dovrà comparire dinanzi al collegio penale il prossimo 10 aprile Foto Corrierediragusa.it

Quattro rinvii a giudizio sono scaturiti dalla controversa vicenda relativa alla villetta abusiva di Saveria Grosso, moglie dell’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo, edificata da anni sulla spiaggia di Cirica, sul litorale ispicese. Con l’accusa di abuso d’ufficio in concorso il gip Maria Rabini, in accoglimento della richiesta della procura, ha rinviato a giudizio la già citata Grosso, nonché la ex sovrintendente di Ragusa Vera Greco, Calogero Rizzuto, architetto della Soprintendenza di Ragusa e il dipendente del comune di Ispica Giuseppe Caschetto.

Il quartetto d’imputati dovrà comparire dinanzi al collegio penale il prossimo 10 aprile. Il magistrato ha deciso per i quattro rinvii a giudizio al termine dell’udienza preliminare di giovedì, caratterizzata dalle arringhe difensive, che puntavano sull’assenza di responsabilità della Sovrintendenza e dell’ufficio tecnico comunale di Ispica. Secondo i difensori, difatti, la Greco si sarebbe limitata a svolgere il suo dovere, concedendo il parere paesaggistico per la ristrutturazione del rudere della villetta, che, preesistendo da oltre un secolo, nella visione della ex sovrintendente faceva oramai parte integrante del paesaggio circostante.

Una versione dei fatti sostenuta nella precedente udienza dal coimputato Rizzuto, che, nella sua deposizione, aveva sottolineato che non sussistevano problemi di impatto ambientale o di violazione delle norme previste dal piano paesaggistico, per il semplice fatto che la villetta, comunque in disuso e di dimensioni ridotte, era preesistente. La Greco, con il suo parere paesaggistico, non entrò quindi nel merito della vicenda, sotto l’aspetto squisitamente urbanistico, perché non di sua competenza.

D’altra parte, la cosiddetta Dia, acronimo di «dichiarazione d’inizio attività», sarebbe risultata provvista di tutti i pareri e di tutte le autorizzazioni necessarie per la ristrutturazione della villetta, come a suo tempo accertato dal dipendente dell’Utc Caschetto, che fornì a sua volta i nullaosta necessari per la ristrutturazione dell’immobile, considerato abusivo perché edificato a meno di 120 metri dalla battigia.

Più volte era stato evidenziato che l’erosione costiera avrebbe ridotto il lembo di spiaggia tra la casa e il mare, determinandone l’eccessiva vicinanza, in dispregio alla normativa vigente. Vicinanza al mare che non sarebbe esistita quando l’immobile fu edificato, come accennato, oltre un secolo fa. Tesi difensive che non hanno evidentemente convinto il gup, che ha deciso per i quattro rinvii a giudizio.

Il collegio difensivo, tra gli altri composto dagli avvocati Salvatore Poidomani e Vincenzo Gurrieri, aveva proposto il proscioglimento degli imputati per insussistenza di prove. Il 29 gennaio si terrà invece la seconda udienza del processo principale a porte aperte che vede imputata Saveria Grosso, nonché il direttore dei lavori di ristrutturazione della casa e il legale rappresentante della ditta che li ha eseguiti, rispettivamente Alberto Miceli e Giuseppe Presti.