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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 1239
ISPICA - 21/07/2012
Cronache - Alessandro Scapellato, 23 anni, ha risposto alle domande dei Carabinieri

Interrogato in ospedale il giovane picchiato a sangue

Indaginiin corso per risalire all’identità dell’aggressore

Seppur sotto l’effetto dei sedativi, Alessandro Scapellato ha risposto alle domande postegli dai carabinieri della Compagnia di Modica che lo hanno interrogato nel pomeriggio di venerdì scorso, raggiungendolo all’ospedale Cannizzaro di Catania dove si trova ricoverato.

Anche se parziali e ancora tutte da verificare, pare che il ragazzo abbia fornito indicazioni utili sull’aggressione subita giovedì scorso, che si configurerebbe come tentato omicidio. Nulla è trapelato sull’interrogatorio, il tenente Gianluca Muscatello preferisce mantenere il massimo riserbo sulle indagini, ma sembra davvero che siano stati due i malviventi che abbiano tentato di strangolare Scapellato, procurandogli una ferita lacero contusa al cranio, abrasioni ed ecchimosi sulle braccia e segni di percosse su tutto il corpo, abbandonandolo in fin di vita nello scantinato della casa di proprietà, in contrada Cavafilo, sulla strada Ispica – Pachino, dove lo hanno trovato i genitori riverso a terra in un lago di sangue.

Forse, in forza dei suoi 23 anni, Alessandro ha provato semplicemente e incoscientemente a difendersi, in modo probabile dopo averli sorpresi a rubare o a nascondere qualcosa.

È trapelato che Scapellato avesse buoni motivi per recarsi nell’abitazione di campagna. Questo, quindi, fa presuppore che abbia colto in flagranza di reato i suoi aggressori e abbia reagito, avendo la peggio. Ma i carabinieri non escludono ancora altre piste. Sono troppe le cose che non tornano e i riscontri che effettueranno nelle prossime ore saranno determinanti per luce sull’intricata vicenda.

DALL´AGGRESSIONE AL RICOVERO A CATANIA
Alessandro Scapellato se la caverà. La prognosi è stata sciolta dai medici dell’ospedale Cannizzaro di Catania, dove il giovane è stato trasportato d’urgenza, in elisoccorso, prelevato dal Presidio territoriale d’emergenza (Pte) di Rosolini, dove ha ricevuto le prime, determinanti cure. Si trova quindi fuori pericolo l’ispicese di 23 anni ferito gravemente alla testa giovedì scorso, in quello che si configurerebbe come un tentato omicidio.

Non sono state riscontrate lesioni interne al cranio del giovane, ma una ferita lacero contusa, dovuta possibilmente anche all’urto su un gradino o su qualcos’altro. Ma ciò che apre inquietanti scenari sulla vicenda sono i segni di strangolamento trovati dai sanitari sul collo del ragazzo e le abrasioni e le ecchimosi sulle braccia. In modo probabile, erano due gli aggressori di Scapellato, uno dei quali lo tratteneva con una forza tale da procurargli ematomi ed escoriazioni sugli arti superiori, mentre l’altro tentava di soffocarlo, strozzandolo.

Gli inquirenti non escludono inoltre che la rapina sia stata solo inscenata dai delinquenti, rubando un decespugliatore e facendo ritrovare una «mazzetta» nei pressi dell’uscio dell’abitazione per simulare l’effrazione. Ma pare non vi siano dubbi sul fatto che Scapellato abbia utilizzato le chiavi per entrare in casa.

In un primo momento, è stato ipotizzato che fosse stato un colpo d’ascia inferto a Scapellato a procurargli la profonda ferita sulla testa. Ma la notizia è poi risultata priva di fondamento. Se davvero il capo del giovane fosse stato squarciato da un’accetta, riferiscono gli inquirenti, un colpo di quel genere non gli avrebbe lasciato scampo. Ma il solco sul capo del ragazzo non esclude il fatto che sia stato procurato da un’arma impropria, un oggetto contundente che, se esiste, non è stata ancora ritrovato.

I militari sono adesso alla ricerca degli aggressori. Sembra quindi archiviata come poco plausibile l’ipotesi che il giovane sia stato vittima di una tentata rapina finita male. Ma il riserbo delle forze dell’ordine non lascia spazio per approfondire la questione. Trapela però che seguano altre piste, indagando maggiormente nel modo della droga. Anche se Scapellato non ha precedenti penali, è un giovane di buona famiglia ed è conosciuto come un ragazzo tranquillo e pieno di vita. Un onesto lavoratore che s’è messo in gioco, acquistando quel bar in corso Garibaldi, nel centro storico cittadino, che avrebbe dovuto inaugurare tra pochi giorni.

Sono i carabinieri della Stazione di Ispica ad occuparsi delle indagini. Effettuano ininterrottamente i rilievi del caso, dalle diciotto di giovedì scorso, nella casa rurale di contrada Cavafico, sulla Ispica – Pachino, dove, dopo cinque ore di disperate ricerche dalla scomparsa di Scapellato, i genitori hanno scovato nello scantinato il figlio in fin di vita, riverso a terra in una pozza di sangue che sgorgava dalla ferita sul capo.

I militari, inoltre, hanno impiegato le successive ore ad interrogare decine di persone nel tentativo di ricostruire la dinamica dell’accaduto. Attendono ora che le condizioni di salute di Scapellato migliorino per potere sentire la sua versione dei fatti e venire finalmente a capo dell’intricata vicenda, tracciando magari un identikit degli aggressori.

La notizia dell’aggressione a Scapellato lascia sgomenti i cittadini ispicesi, reduci già dall’«omicidio della casa sulla scogliera». Il polacco Wogdan Wieslaw Drewniak è stato trovato morto nei primi giorni di giugno in una villa sulla costa di Marina Marza per avere cercato di impedire, pare, un tentativo di furto o di rapina.