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ISPICA - 05/06/2012
Cronache - Particolari nuovi nel giallo della morte del polacco di 53 anni a Porto Ulisse

Il cadavere di Masi scoperto dalla moglie nella villa

L’esame autoptico sarà effettuato dal medico legale Francesco Coco
Foto CorrierediRagusa.it

Il medico legale Francesco Coco effettuerà oggi a mezzogiorno, l’autopsia sul corpo di Wogdan Wieslaw Drewniak, noto come Masi. L’uomo di nazionalità polacca, 53 anni, è stato trovato cadavere sabato scorso nel vialetto della villa (foto) che custodiva a Porto Ulisse. È stata la moglie a fare la macabra scoperta. Mancava da dieci giorni.

Si era recata in Polonia a trovare i figli. Da un paio di giorni non riusciva a mettersi in contatto telefonico con il marito. Rientrata ad Ispica, ha chiesto un passaggio, facendosi accompagnare nella villetta marittima. Ferma davanti al cancello, s’è subito accorta dell’inquietante silenzio che la circondava. Allarmata, ha iniziato a chiamare ad alta voce il marito, attendendo invano la risposta. Armata di coraggio, ha scavalcato il cancello, trovandosi di fronte all’orrore della morte.

È subito scattato l’allarme, telefonando ai carabinieri. Erano le due del mattino, quando i militari sono giunti a destinazione, non potendo fare altro che prendere atto della morte dell’uomo ed evadere le incombenze del caso, sequestrando in primis la villa. I rilievi sono ancora in corso, tutte le tracce possono rivelarsi utili.

Nel momento del ritrovamento, la vittima presentava il cranio fracassato. Ciò ha indotto a pensare che si trattasse di un omicidio. Non è stato però rilevata traccia di effrazione o di forzature nei due cancelli, nelle porte e nelle finestre della villa. Si è fatta strada quindi, anche l’ipotesi della tragica fatalità. Forse, una caduta o uno sbandamento ha fatto rovinare la vittima sul tagliente «muro a secco» che cinge la villa, procurandogli la profonda e letale lesione al capo.

L’uomo, da una prima e parziale ricostruzione degli eventi, pare fosse morto giovedì scorso, quindi due giorni prima del ritrovamento.

Sarà appunto il responso dell’autopsia a fare luce sull’intricata vicenda, così finalmente sarà chiarito se si tratti di un efferato delitto o di un incidente. E stabilire il momento esatto nel quale «Masi», com’era chiamato affettuosamente dai conoscenti, ha esalato l’ultimo respiro.

Non esistono comunque, ancora prove che confutino la pista dell’omicidio. Volontario o colposo sembra finita in questo tragico modo la vita di Masi.

Masi viveva da quasi un decennio ad Ispica. Lavorava con la moglie in un’azienda agricola nei pressi della villa nella quale è stato trovato morto. È stato descritto dal datore di lavoro come una «persona affidabile», anche se ogni tanto alzava il gomito, ma il suo vizio non aveva mai procurato problemi di sorta. Era ben voluto e apprezzato dai colleghi, nonostante il carattere schivo.

I carabinieri hanno interrogato diverse persone che potrebbero conoscere i fatti. Tra queste, anche alcuni colleghi di Masi sia di nazionalità polacca, che italiana.

Segue l’inchiesta Gaetano Scollo, sostituto procuratore della Repubblica di Modica, che nella tarda serata di lunedì ha nominato Coco, il medico legale che effettuerà l’autopsia.