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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1370
ISPICA - 28/01/2012
Cronache - L’anziana di origine ispicese risiede a Roma ed aveva appena compiuto 100 anni

Per il comune di Ispica la "centenaria" deve pagare Tarsu

Sarebbe "colpevole" di non aver pagato la tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani dal 2005 al 2010 per la sua vecchia casa di Ispica
Foto Corrierediragusa.it

Centenaria non paga la Tarsu e il Comune la sanziona, notificandole sei mila euro da pagare. Peccato che l’anziana signora non risieda ad Ispica da 72 anni. La faccenda è infatti finita in Tribunale. Ma, per tutta risposta, dall’ufficio Tributi dell’Ente fanno sapere che è tutto regolare.

Michela Concetta Leontini, 100 anni compiuti lo scorso 10 gennaio, al posto degli auguri ha ricevuto una notifica di pagamento della tassa inerente allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (Tarsu) relativa al quinquennio 2005 – 2010. L’importo riguarderebbe due immobili di proprietà della signora ubicati, uno, in via Foscolo (locato al circolo Enal) e, l’altro, in corso Umberto (disabitato).

La signora Leontini ha lasciato Ispica nel 1939. Dal 1950, è residente a Roma, nell’abitazione dove le è stato notificato l´avviso di pagamento attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno.

L’anziana donna ha deciso di difendersi, adendo le vie legali. I suoi avvocati hanno impugnato il provvedimento dinanzi alla Commissione tributaria provinciale di Ragusa. E all’ufficio Tributi del Comune di Ispica, lo scorso 23 gennaio, è giunta un’istanza di riesame da parte di Leontini ai sensi della legge 341 del 1999, attraverso la quale la signora rende noto che l’immobile in via Foscolo è stato affittato, pertanto, è necessario richiedere il pagamento della Tarsu ai locatori. Diversamente, i locali in corso Umberto sono stati utilizzati fino a 12 anni fa come residenza per le vacanze. Risultano quindi disabitati e privi delle utenze gas e luce dal 2000.

I legali di Leontini sosterranno «l’assurda illogicità e la palese ingiustizia del provvedimento».

Non è dello stesso parere Carmela Di Martino, responsabile dell’ufficio Tributi del Comune di Ispica. «Le case in oggetto – spiega Dimartino – ai fini dell’Imposta comunale immobili (Ici) risultano dichiarate con possesso al 100 per cento. Non risulta inoltre la sospensione del canone idrico. Inoltre, stando agli atti allegati all’istanza del riesame, l’immobile ubicato in via Foscolo è in locazione e, quindi, soggetto a Tarsu. E quello in corso Umberto, anche se disabitato, risulta fornito dell’utenza Enel fino al 2010. Si tratta quindi del normale iter burocratico effettuato dal Comune, inerente al recupero dell’evasione fiscale. L’Ente valuterà comunque l’istanza di riesame inviata dalla signora».

In modo probabile, è stato sollevato un polverone per nulla. Ma risulta anche vero che, nella strenua lotta all’evasione fiscale, il Comune da vittima alcune volte diviene carnefice. Non di rado infatti pervengono imposte da pagare, già evase dai cittadini. E il più delle volte sono gli anziani a farne le spese, in quanto non si accorgono delle «sviste comunali» e pagano due volte la medesima imposta.


ochhio alla bufala - ci riprovano?
01/02/2012 | 19.22.39
santi migliorisi

Solo la Vostra testata ha effettivamente aggiornato l´articolo in questione riportando la posizione ufficiale dell´ufficio tributi che di fatto confermava la notizia (eliminando però il testo precedentemente diffuso dagli avvocati), per cui CHIEDO PUBBLICAMENTE AMMENDA se da alcune frasi della seconda parte di quel precedente mio intervento ho MESSO IN DUBBIO l´operato delle Vostra testata e dei giornalisti della redazione che hanno pubblicato la notizia, anche se resto dell´opinione che solo una parte delle redazioni locali abbia effettivamente cercato conferma PRIMA di pubblicare la notizia stessa.

In merito alla prima parte del commento stesso invece, confermo e sottoscrivo tutto in quanto i suddetti avvocati CANZONA e ORECCHIONI, come si può vedere anche dai seguenti link e da mille altri, ne hanno combinate di tutti i colori in passato, facendosi beffa di media nazionali e locali ostentando talvolta una vera e propria faccia di bronzo.

http://www.queryonline.it/2011/02/11/produttori-di-bufale/
http://www.blitzquotidiano.it/tag/giacinto-canzona/
http://www.blitzquotidiano.it/tag/anna-orecchioni/
http://www.malainformazione.it/schede/58/index.htm?c1248435558
http://libere[_]idee.ilcannocchiale.it/post/2707272.html

Oggi il Corriere ha messo in prima pagina un´altra notizia che riguarda un´altra anziana di origine ragusana, tale Concetta L.(sembrerebbe omonima della protagonista della notizia precedente) che vorrebbe essere risarcita per un credito di 40 lire del 1905 con ben 400.000 euro, assistita dagli stessi avvocati della notizia precedente, come riportato dal Corriere in questa pagina(AGGIORNAMENTO: che nel corso della mattinata è poi stata prontamente rimossa)

http://www.corriere.it/cronache/12[_]febbraio[_]01/centenaria-titolo-chiede-400mila-euro[_]7841e6ec-4cc5-11e1-8838-1be80b480ae6.shtml

Stranamente però assomiglia tanto a quest´altra notizia del luglio 2011, in cui la protagonista è diversa (Flora C. di Alessandria) e la cifra di 1500 lire di 50 anni fa, ma gli avvocati, guarda caso, sono sempre loro...

http://www.agenfax.it/news/chiede-400mila-euro-per-le-1500-lire-di-50-anni-fa[_]22228.html

A questo punto, non essendo altro che un vostro lettore, lascio a voi capire se stavolta si tratti di notizia vera o di ennesima bufala.
Si accettano scommesse.

(AGGIORNAMENTO: se il corriere ha cancellato la notizia, temo di averci preso almeno su questa seconda bufala)


attenti alla bufala
26/01/2012 | 18.45.23
santi migliorisi

Voglio segnalare alla redazione che gli Avv. Orecchio e Canzona sono due vecchi volponi che hanno spesso usato delle "bufale" create ad arte al solo scopo di farsi pubblicità. I due suddetti avvocati hanno fatto sempre leva su notizie ad effetto create ad arte in cui quasi sempre ci si imbatte in uno stato che vessa il debole di turno, come un giudice che emette "singolari" sentenze ai danni di un povero cristo, di uno stato o un ente locale (o un funzionario di questi enti) che perseguita un pensionato, un disabile, un disoccuopato o una delle altre categorie deboli in questo paese.

Questa notizia, creata per fare scalpore e viaggiare veloce sui social network e sulla stampa, sembra rispecchiare il solito schema collaudato dai due.

Da conoscitore di sicurezza internet e dinamiche del web, non posso certo dire che la redazione non ha verificato le fonti volontariamente al solo scopo di incrementare i lettori (questi articoli sono infatti "ben spendibili"), ma forse queste disattenzioni sono frutto delle cattive pratiche che si usano adesso per velocizzare la produzione di materiale pubblicabile, e a mio parere, ma su questo aspetto lascio intervenire gli chi si occupa di comunicazione, andrebbero approfonditi questi casi di studio proprio nelle facoltà che preparano i futuri giornalisti al fine di prepararli alle "furberie" che incontreranno nella vita lavorativa, si tratti di testate tradizionali oppure on line.

Ps per un errore di cui mi scuso ho inserito questo commento anche su un altro articolo