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Venerdì 27 Aprile 2018 - Aggiornato alle 10:26
ISPICA - 28/01/2012
Cronache - L’anziana di origine ispicese risiede a Roma ed aveva appena compiuto 100 anni

Per il comune di Ispica la "centenaria" deve pagare Tarsu

Sarebbe "colpevole" di non aver pagato la tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani dal 2005 al 2010 per la sua vecchia casa di Ispica
Foto Corrierediragusa.it

Centenaria non paga la Tarsu e il Comune la sanziona, notificandole sei mila euro da pagare. Peccato che l’anziana signora non risieda ad Ispica da 72 anni. La faccenda è infatti finita in Tribunale. Ma, per tutta risposta, dall’ufficio Tributi dell’Ente fanno sapere che è tutto regolare.

Michela Concetta Leontini, 100 anni compiuti lo scorso 10 gennaio, al posto degli auguri ha ricevuto una notifica di pagamento della tassa inerente allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (Tarsu) relativa al quinquennio 2005 – 2010. L’importo riguarderebbe due immobili di proprietà della signora ubicati, uno, in via Foscolo (locato al circolo Enal) e, l’altro, in corso Umberto (disabitato).

La signora Leontini ha lasciato Ispica nel 1939. Dal 1950, è residente a Roma, nell’abitazione dove le è stato notificato l´avviso di pagamento attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno.

L’anziana donna ha deciso di difendersi, adendo le vie legali. I suoi avvocati hanno impugnato il provvedimento dinanzi alla Commissione tributaria provinciale di Ragusa. E all’ufficio Tributi del Comune di Ispica, lo scorso 23 gennaio, è giunta un’istanza di riesame da parte di Leontini ai sensi della legge 341 del 1999, attraverso la quale la signora rende noto che l’immobile in via Foscolo è stato affittato, pertanto, è necessario richiedere il pagamento della Tarsu ai locatori. Diversamente, i locali in corso Umberto sono stati utilizzati fino a 12 anni fa come residenza per le vacanze. Risultano quindi disabitati e privi delle utenze gas e luce dal 2000.

I legali di Leontini sosterranno «l’assurda illogicità e la palese ingiustizia del provvedimento».

Non è dello stesso parere Carmela Di Martino, responsabile dell’ufficio Tributi del Comune di Ispica. «Le case in oggetto – spiega Dimartino – ai fini dell’Imposta comunale immobili (Ici) risultano dichiarate con possesso al 100 per cento. Non risulta inoltre la sospensione del canone idrico. Inoltre, stando agli atti allegati all’istanza del riesame, l’immobile ubicato in via Foscolo è in locazione e, quindi, soggetto a Tarsu. E quello in corso Umberto, anche se disabitato, risulta fornito dell’utenza Enel fino al 2010. Si tratta quindi del normale iter burocratico effettuato dal Comune, inerente al recupero dell’evasione fiscale. L’Ente valuterà comunque l’istanza di riesame inviata dalla signora».

In modo probabile, è stato sollevato un polverone per nulla. Ma risulta anche vero che, nella strenua lotta all’evasione fiscale, il Comune da vittima alcune volte diviene carnefice. Non di rado infatti pervengono imposte da pagare, già evase dai cittadini. E il più delle volte sono gli anziani a farne le spese, in quanto non si accorgono delle «sviste comunali» e pagano due volte la medesima imposta.