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ISPICA - 02/11/2011
Cronache - Giovinastri devastano il prato e rovinano la pavimentazione

Ancora vandali in azione ai danni di piazza Unità d´Italia

Dopo il vilipendio al Monumento ai Caduti, i soliti ignoti vandali sono tornati ad agire indisturbati a distanza di pochi giorni

Devastano il prato e rovinano la pavimentazione di piazza Unità d’Italia, attraversandola scorrazzando sulle moto nella notte di ieri. Dopo il vilipendio al Monumento ai Caduti, i soliti ignoti vandali sono tornati ad agire indisturbati a distanza di pochi giorni. Il sindaco ha effettuato un sopralluogo, disponendo la pulizia dei mattoni, la sistemazione del verde e, forse, disporrà l’installazione di video camere di sorveglianza.

Quest’ultimo intervento rimane però nell’alveo delle probabilità, in quanto la stessa telecamera di sorveglianza del Comune è stata oscurata per motivi non bene chiariti. Disattivate le riprese video, si sono verificati ben due furti, nell’arco di 48 ore, negli uffici comunali. «Inconsapevolmente», è stato facilitato il lavoro dei delinquenti.

L’atto vandalico della notte scorsa può essere invece considerato l’ennesimo effetto collaterale legato al rifacimento delle piazze Regina Margherita e Maria Josè. Queste ultime sono state unite e livellate al manto stradale, consentendo ai veicoli di accedervi senza problemi e rendendo la nuova piazza facile preda dei vandali. Quel che è insomma accaduto nelle prime ore di lunedì.

L’altro effetto indesiderato riguarda invece la pendenza data alla nuova piazza. Quella vecchia garantiva il regolare deflusso delle acque bianche. Adesso, invece, periodo interessato dalle piogge, l’acqua scende da monte a valle, acquistando una velocità considerevole, grazie appunto alla pendenza data, tale da allagare le abitazioni sulle vie limitrofe alla piazza, come si è già, peraltro verificato nei mesi scorsi. Il Comune ha speso ulteriori duecento mila euro per finanziare una variante al progetto originario, tentando di risolvere il problema, ma è chiaro si tratti solo di un rammendo.

Sono numerosi, poi, gli ispicesi che si domandano il motivo per cui la recinzione che proteggeva il simbolo più alto del sacrificio degli ispicesi, il Monumento ai Caduti, è stata rimossa, esponendo anch’esso alla scempio degli atti vandalici.

Si tratta, fra l’altro, di una recinzione che gli ispicesi vollero a tutti i costi e per la quale s’impegnarono, raccogliendo il denaro necessario alla realizzazione. Il Monumento è oggi spoglio e, soprattutto, indifeso. Risulta in balia del balordo di turno che, facilmente, l’ha oltraggiato.