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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 865
ISPICA - 22/12/2010
Cronache - Ispica: nel tratto di mare antistante «Scoglio Iannazzone»

Due proiettili di medio calibro rinvenuti nell´Ispicese

Il comandante Garro lancia dunque un appello: chi dovesse scoprire simili ordigni, deve subito avvisare la capitaneria

Sono stati fatti brillare stamani dagli artificieri due pericolosi ordigni bellici giacenti a cinque metri di profondità, nello specchio di mare antistante «Scoglio Iannazzone», nei pressi di Marina Marza, nell’Ispicese. I due proiettili di medio calibro, se sottoposti a sollecitazioni, sarebbero potuti esplodere in maniera accidentale. Per rimuovere gli ordigni dal fondale marino e farli brillare in tutta sicurezza con una controcarica a tre miglia al largo della costa, sono intervenuti il nucleo sminamento difesa antimezzi insidiosi di Augusta e due motovedette, una della capitaneria di porto di Pozzallo, e l’altra dei carabinieri.

Gli ordigni erano stati casualmente scoperti lo scorso 12 novembre da un sub amatoriale durante una immersione. L’area fu interdetta alla balneazione, alla pesca e alla navigazione. Il tratto di costa che si estende per oltre 300 chilometri dal Ragusano al Siracusano è disseminato di ordigni bellici sepolti nei fondali marini, risalenti allo sbarco alleato del ‘43. «Impossibile procedere ad una mappatura precisa», spiega il comandante della capitaneria Ennio Garro, il quale aggiunge che «La bonifica del tratto di costa interessato è impraticabile in termini di tempo, e, soprattutto, di costi».

Sono le correnti marine, smuovendo il fondo sabbioso che caratterizza le coste iblee e aretusee, a riportare alla luce questo genere di ordigni, che, spesso, possono esplodere anche al semplice contatto, vista l’alterazione delle sostanze esplodenti causata dal mare e dal tempo. Il comandante Garro lancia dunque un appello: chi dovesse scoprire simili ordigni, deve subito avvisare la capitaneria, che attiva la procedura prevista con la segnalazione alla prefettura e con l’attivazione del nucleo marina militare.