Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 629
ISPICA - 12/12/2010
Cronache - Ispica: un altro caso di inquinamento ambientale sul territorio ibleo

Un cimitero di rifiuti nocivi sequestrato a Ispica

Seimila metri quadri di sostanze nocive, eternit, copertoni, plastica e altro ammassati a cielo aperto. Il titolare del sito denunciato alla Procura
Foto CorrierediRagusa.it

Seimila metri quadri pieni di rifiuti pericolosi scoperti dalla Guardia di finanza della sezione operativa navale di Pozzallo, in territorio ispicese. Abusi ambientali commessi da soggetti privi di titoli autorizzativi e senza scrupoli, che gestiscono a vario titolo, rifiuti pericolosi e non pericolosi, ponendo altresì in essere comportamenti altamente lesivi dell’ambiente e delle persone, come ad esempio la manipolazione di sostanze altamente tossiche (eternit – residui di vernice- oli e batterie esauste etc.) nella foto, il tutto in violazione alla normativa ambientale.

La discarica rinvenuta a Ispica era adibita a discarica deposito ed a raccolta di rifiuti pericolosi e non pericolosi. I finanzieri, nel corso del controllo, hanno accertato la presenza di materiale quali: eternit, pneumatici fuori uso, carcasse di auto, apparati elettrici ed elettronici come lavatrici , frigoriferi, materiale di risulta e a altri rifiuti speciali sicuramente provenienti da attività d’impresa.

I rifiuti erano depositati direttamente sul suolo, senza nessun accorgimento ed in spregio alle più elementari norme di sicurezza e igiene ambientale. Il responsabile, originario di Ispica, è stato individuato e deferito all’Autorità per aver realizzato e gestito una discarica abusiva di rifiuti altamente pericolosi e non, senza le prescritte autorizzazioni e per aver miscelato detti rifiuti distribuendoli sul suolo in maniera incontrollata e disomogenea. L’area è stata sottoposta a sequestro penale.