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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 423
GELA - 20/04/2011
Cronache - Gela: scoperta l’attività illecità di un ex consigliere comunale

"Pizzo" a Gela: arrestato un imprenditore di «Casa Nostra»

Terreni agricoli resi edificabili e taglieggiati. Francesco Muncivì accusato, associazione di stampo mafioso ed estorsioni nei confronti di cooperative edili. Sequestrati immobili per oltre un milione di euro
Foto CorrierediRagusa.it

Arrestato l’imprenditore gelese Francesco Muncivì (foto), 62 anni, ex consigliere comunale. Le manette sono scattate a conclusione di indagini condotte dalla Squadra mobile di Caltanissetta e dal Commissariato di Gela coordinati dai vice questori Giovanni Giudice e Gaetano Cravana. Pesanti le accuse formulate nell’ordinanza cautelare emessa dal gip Alessandra Giunta su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta: associazione per delinquere di stampo mafioso ed estorsione aggravata ai danni di diverse imprese edili di Gela.

L’operazione degli inquirenti è stata denominata «Casa Nostra», proprio perché inserita in un contesto di attività illegale legata al mondo delle costruzioni edili. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, Francesco Muncivì avrebbe gestito la realizzazione di una cittadella residenziale composta da 170 alloggi per conto di quattro cooperative edilizie; tale complesso abitativo sarebbe sorto sui suoi terreni in contrada «Catania- Casciana», trasformati da agricoli in edificabili grazie ad una delibera ad hoc.

Secondo l’accusa, l’arrestato minacciava i soci di alcune imprese edili di Gela che costruivano gli immobili delle cooperative a versare denaro pari al 2% sia alla consorteria mafiosa di «cosa nostra» gelese che a se stesso. Per essere più persuasivo nei confronti delle vittime, Muncivì si presentava come persona legata alla potente famiglia mafiosa degli Emmanuello. Francesco Muncivì si trova adesso rinchiuso presso la Casa circondariale, difeso dagli avvocati Tonino Gagliano e Flavio Sinatra del foro di Gela.