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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 399
COMISO - 19/03/2009
Cronache - Comiso: una docente di Comiso vittima del web

La prof in grembiule finisce su Facebook, punita l’alunna

Foto scattate all’insaputa delle docenti durante una scampagnata. Sette giorni di sospensione alla studente responsabile. Il preside: "Ha usato il cellulare in classe". Le docenti: "Nulla di male" Foto Corrierediragusa.it

Ultime «vittime» di Facebook, il social network per eccellenza, alcune professoresse di un istituto superiore di Comiso. A loro insaputa, si sono viste «taggate» nell’album telematico di una loro alunna. Foto a quanto pare spiritose che ritraevano alcune professoresse addirittura durante una scampagnata, abbigliate con grembiuli caserecci.

Ma a qualcuna delle vittime la cosa non è andata giù. Una professoressa ha decisamente preso posizione contro la violazione della sua privacy ed ha preteso la sospensione dell’irriverente alunna per una settimana e ad ulteriore supporto punitivo: l’esclusione dalla gita prevista .

Non tutte le professoresse hanno però condiviso la punizione. Tre le docenti che ormai assurgono agli onori dei commenti di facebook, una ha dichiarato: «Mi sono astenuta dalla richiesta di espulsione, anzi reputo che sia eccessiva. Del resto non ci trovo nulla di così esagerato se i nostri studenti, senza volgarità, ci ricordano anche sui loro maggiori vettori di comunicazione».


L´INTERVENTO DEL PRESIDE E DELLE INSEGNANTI

Puntuale la presa di posizione del dirigente scolastico dell’istituto in questione. «Mi rendo conto che alcuni professori cerchino di minimizzare l’accaduto, poiché il ruolo primario fondamentale dell’insegnante è quello di educatore. Ma la situazione è ben altra. L’alunna in questione non ha pubblicato goliardiche foto di professoresse intente a preparare il pane di casa durante una scampagnata scolastica. La ragazza ha scattato delle foto con il cellulare che, come regola, non può essere utilizzato a scuola, durante una normale lezione della prof che appariva seduta in cattedra mentre spiegava. A peggiorare la cosa sono stati i commenti, poco riverenti, scritti accanto alle fotografie pubblicate sul social network. Non solo violazione di privacy, dunque, ma di tante altre regole scolastiche anche di ordine etico».

Giusto o no finire su Facebook? E’ dibattito ai limiti della polemica fra il preside e le prof in «grembiule» taggate su internet. Dopo il capo dell´istituto scolastico le docenti vogliono dire la loro. «Non abbiamo voluto minimizzare proprio nulla –hanno dichiarato - ma eravamo a conoscenza di alcune foto inserite nel blog della scuola, a cura dei nostri alunni, scattate durante una scampagnata che ci ha visto fuori «dagli abiti normali». Per questo motivo abbiamo ritenuto che non vi fosse nulla di male ad utilizzare il blog dei ragazzi, come notiziario scolastico. Ma non eravamo a conoscenza di questo accavallamento di eventi che tra l’altro, ha danneggiato l’immagine e la privacy di alcuni colleghi».

Insomma, nella «rete» ci si resta incagliati in un modo o in un altro. Forse sarebbe proprio necessario che durante le cosiddette ore di informatica destinate a studenti che non hanno più quasi nulla da apprendere sull’utilizzo dei computer, si cominciassero a fare lezioni sull’uso etico della rete che oggi, purtroppo, riserva fin troppe trappole soprattutto ai giovani che sprovvedutamente ne fanno un uso incondizionato ed indistinto, col rischio di trovare cattive compagnie.