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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1160
COMISO - 14/03/2009
Cronache - Comiso: gli arresti sono scattati in territorio di Santa Croce Camerina

Due immigrati "camaleonti" arrestati dalla Polizia

Il gioco è stato sventato solo grazie al codice univoco: una serie alfanumerica di sette caratteri collegata alle impronte digitali
Foto CorrierediRagusa.it

Quattro diverse identità, nelle varie città d’Italia. Un tunisino di 25 anni, Kabil Bougatef, è stato arrestato dalla Polizia di Comiso per ricettazione e denunciato a piede libero per falsa attestazione dell’identità personale. Assieme a lui è finito in manette un altro immigrato "camaleonte".

All’inizio di marzo, Bougatef aveva detto ai poliziotti di Ragusa di chiamarsi Kabil Boukatef, con una sola consonante di differenza, sufficiente però a farlo considerare un’altra persona. In quell’occasione era stato denunciato per inosservanza all’ordine del questore di abbandonare il territorio nazionale e per ricettazione di un ciclomotore rubato a Pozzallo. Ma non è finita qui.

Già in precedenza, a novembre 2008, ai carabinieri di Varese aveva detto di chiamarsi Kabil Bogatel. A giugno, invece, era stato fermato altre due volte: alla questura di Varese aveva detto di chiamarsi Kabil Boukatef (era stato denunciato perché era sprovvisto di documenti) e pochi giorni dopo alla Questura di Milano era stato arrestato perché non aveva rispettato due ordini di lasciare il territorio nazionale emessi in aprile dai Questori di Trapani e Varese. Nell’arco di poco più di un anno, quindi, Kabil Bougatef (pare che il nome vero sia proprio questo) si era spostato in varie parti d’Italia, dalla Lombardia alla Sicilia ed aveva dichiarato quattro diverse identità.

Il gioco è stato sventato solo grazie al codice univoco (una serie alfanumerica di sette caratteri collegata alle impronte digitali) che ha permesso di capire che ci si trovava di fronte alla stessa persona. La Polizia di Comiso lo ha fermato a Santa Croce Camerina e trovato in sella ad un motorino rubato. E’ stato fermato per ricettazione e denunciato per la falsa identità. Il motorino era stato rubato a Ragusa a novembre, era senza targa e senza assicurazione.

Il tunisino, come accennato, era insieme ad un’altra persona, che ha dichiarato di essere il cognato, affermando di chiamarsi Mohamed Alì Lawine, probabilmente un’altra identità sibillina, visto che, per altre vicende, era già stato fermato a Trapani e Messina ed aveva dato, anch’egli, un nome leggermente modificato ed a Trapani aveva addirittura detto di essere nato in Iraq. Mohamed Alì Lawine, inoltre, aveva addosso una «spadino» utilizzato per forzare le serrature dei veicoli. Anche per questo è stato denunciato a piede libero.

I due «camaleonti» sono stati arrestati entrambi per ricettazione ed il motorino restituito al proprietario.