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Venerdì 19 Ottobre 2018 - Aggiornato alle 17:39
COMISO - 16/05/2018
Cronache - Imputati nel procedimento in udienza preliminare il padre e i 3 figli

Tentato omicidio di un imprenditore di Comiso: famiglia condannata

La condanna è stata applicata dal gup con il rito abbreviato Foto Corrierediragusa.it

Una famiglia intera di pastori originaria di Gela e composta dal padre e dai 3 figli è stata condannata a complessivi 23 anni di carcere per il tentato omicidio di un imprenditore di Comiso, proprietario di un oleificio di contrada Rinazzi e vittima di un furto nella sua proprietà, di cui sospettò essere proprio i pastori i presunti responsabili. Da qui l’avvio di una sequela di eventi che stavano per avere un epilogo tragico. Da quel fatto scaturirono 4 arresti e il successivo processo penale a carico degli imputati, ora condannati con il rito abbreviato dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Ragusa (foto) Andrea Reale. Si tratta di Gaetano, Francesco, Orazio e Angelo Calabrese, rispettivamente il padre e i 3 figli, tutti pastori originari di Gela. La pena più pesante è stata applicata per Francesco Calabrese: 8 anni di carcere. Orazio e il padre Gaetano sono stati condannati a 5 anni e 8 mesi, mentre Angelo è stato condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione. Il pubblico ministero aveva invece invocato per i 4 imputati una pena complessiva pari ad oltre 30 anni di carcere. Tutto accadde nel giugno 2017.

L’imprenditore comisano, contro cui fu esploso un colpo di pistola, venne salvato dal sedile della sua auto, che deviò fortunosamente il proiettile sparato alle sue spalle e che altrimenti si sarebbe conficcato all’altezza del torace. La scampò quindi per un soffio l’imprenditore, che, come accennato, aveva accusato del fatto i suoi vicini, in particolare i fratelli Francesco e Orazio Calabrese, di 40 e 37 anni. Questi ultimi, dopo un primo diverbio a seguito del quale l’imprenditore si allontanò, lo raggiunsero con due auto, affiancando quella dell’uomo e impedendogli di proseguire la marcia. Dalla macchina scesero quattro uomini, che cominciarono a colpire la vettura con delle spranghe, sparando pure il colpo di pistola.

Il proiettile, come accennato, si conficcò nel sedile del conducente, senza ferire l’imprenditore, che, per salvarsi, cominciò a fare brusche manovre, pigiando sull’acceleratore e tamponando le due macchine che lo bloccavano, riuscendo a sgommare via e a chiedere aiuto. I due fratelli, uno dei quali confessò, furono arrestati in 24 ore per tentato omicidio. Poi le manette scattarono anche per gli altri 2 aggressori, pure loro componenti della famiglia di pastori gelesi: si tratta di Gaetano e Angelo Calabrese, padre e figlio. Tutti e quattro dunque meditarono vendetta per essere stati accusati del furto dall’imprenditore di Comiso.