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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:43 - Lettori online 1216
COMISO - 27/10/2008
Cronache - Comiso - Si tratta di un comisano di 20 anni

Comiso: denunciato giovane piromane

Avrebbe dato alle fiamme un’autoscuola, un’auto e dei cassonetti Foto Corrierediragusa.it

Ha un nome ed un volto il giovane che ha seminato il panico a Comiso nella notte del 17 ottobre. Ben tre incendi vennero appiccati, nell’arco di poche ore, ai danni di un’autoscuola di via San Biagio (nella foto), di proprietà del consigliere comunale Emanuele Amenta, di alcuni cassonetti in via Righi (angolo via Euclide) e di un’auto Alfa Romeo, posteggiata in via Basile, non distante dal Commissariato.

Le indagini avviate dalla Polizia hanno permesso di denunciare a piede libero l’incendiario, un giovane che – pare – abbia problemi relazionali con la famiglia e spesso è dedito all’alcool. La segnalazione all’autorità giudiziaria è scattata per F.D., 20 anni, originario di Catania ma residente a Comiso, dove il padre vive e lavora. Gli episodi – secondo la Polizia - sono tutti collegati tra loro. Già da quella sera, i sospetti si erano appuntati su di lui, che era stato visto e notato nei pressi dell’autoscuola e dei cassonetti incendiati.

Ma la svolta è arrivata qualche giorno dopo: il 23 ottobre, gli agenti avvistano il giovane mentre si aggirava, con fare sospetto, tra le auto posteggiate. Lo avevano controllato, poi lo avevano fatto andare via. Poche ore dopo, i genitori hanno chiamato la Polizia. Il giovane dava segni evidenti di agitazione, affermava di aver dato fuoco ad un furgone posteggiato sotto casa. Gli agenti sono scesi in strada e qui hanno trovato, sotto un furgone che era posteggiato nella zona, una bottiglietta in vetro piena di benzina, con uno stoppino al posto del tappo.

Lo stoppino era parzialmente bruciato: segno evidente che il giovane aveva cercato di appiccare il fuoco, che però si era spento. La bottiglia, solo per un caso, non era esploso. Gli agenti hanno messo in collegamento questo episodio con quanto si era verificato qualche giorno prima. Per il giovane è scattata la denuncia a piede libero. Dovrà rispondere di danneggiamenti seguiti da incendio (per quanto accaduto il 17 ottobre) e di tentato danneggiamento e detenzione di arma da guerra (la bottiglia con la benzina era una vera e propria «molotov»), per l’episodio del 23 ottobre.

Quattro tentativi di appiccare il fuoco, tre dei quali andati a buon fine, il quarto, per fortuna, fallito. Questo è quanto la Polizia ha appurato finora. Ma c’è da chiedersi cosa ci sia dietro tutto questo e cosa possa aver spinto un giovane apparentemente normale a mettere in atto una serie così incredibile di «attentati incendiari»

Il cassonetto incendiato