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Lunedì 23 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 20:20 - Lettori online 764
COMISO - 28/01/2017
Cronache - In manette soggetti già noti per reati specifici

VIDEO I ladri di "oro rosso" arrestati

Erano in possesso anche di armi e munizioni Foto Corrierediragusa.it

Era un´attività tanto illegale quanto consolidata quella messa in piedi da 4 soggetti in territorio di Comiso. Rubavano cavi della Telecom per usare il rame e rivenderlo e contestualmente rubavano nelle abitazioni vicino agli scavi (vedi video servizio Tg 74)


L’odierna indagine portata termine dalla polizia con 3 arresti è il seguito delle operazioni denominate “Alta Tensione” 1 e 2 che hanno permesso di ridurre quasi del tutto i furti di cavi di rame per la conduzione dell’energia elettrica ai danni dell’Enel. Un esame approfondito di tutti i reati subiti anche dalla Telecom, ora Tim, ha permesso agli investigatori di concentrare i propri sforzi investigativi nel territorio di Comiso, dove, grazie alla collaborazione del gestore telefonico e l’installazione di diverse telecamere, è stato possibile dare avvio all’operazione ora portata a termine. Le telecamere installate hanno permesso di constatare con certezza che gli arrestati prelevavano i cavi telefonici dalle cabine per poi bruciarli (da qui il nome dell’operazione “Hot Line”) e ricavarne il rame, il cosiddetto “oro rosso” tanto redditizio nel mercato nero. Durante l’attività d’indagine la polizia ha rivenuto anche gioielli di ingente valore ed armi con relativo munizionamento, tra cui un fucile a canne mozze nella disponibilità del gruppo criminale con matricola abrasa. Le manette sono dunque scattate per Andrea D’Angelo, comisano di 29 anni, Fernando D’Amanti, di 34enne pure lui di Comiso, e per Jacopo Verzeroli, 35 anni, originario di Como. Il quarto complice non è stato sottoposto a custodia cautelare per gravi problemi di salute. Con questa operazione è stato dunque arginato il fenomeno dei furti di cavi elettrici o telefonici che tanti disservizi ha causato agli utenti, oltre agli ingenti danni per le aziende colpite.

Ha collaborato Piero Burrugano