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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 1006
COMISO - 26/09/2008
Cronache - Pedalino - La piccola frazione sconvolta dal tragico evento

Tanta commozione ai funerali
di Ilenia, vittima della strada

La giovane abitava con il marito ed il figlioletto di 4 anni Foto Corrierediragusa.it

I suoi compagni di classe l’hanno accompagnata nell’ultimo viaggio. In fila, con in mano un tulipano giallo, hanno preceduto la bara che dalla piazza antistante la scuola elementare, in via XXV luglio, ha percorso il tratto di strada fino alla chiesa di Maria SS. del Rosario. Una chiesa che non è bastata a contenere tutti coloro che hanno voluto dare l’ultimo saluto a Ilenia Iacono, la giovane madre morta lunedì scorso, due giorni dopo il tragico incidente lungo la provinciale Comiso-Mazzarrone. Il corteo funebre è partito dalla casa di contrada Bosco Cicogne, dove la giovane donna abitava con il marito ed il figlioletto di appena quattro anni.

Il dolore sul volto di tutti, un dolore che ha sconvolto la vita della piccola comunità della frazione, impegnata, in questi giorni, nella preparazione della Sagra della Vendemmia. Il celebrante, don Giuseppe Riggio, anch’egli visibilmente commosso ha ricordato Ilenia, una «giovane donna solare, piena di vita» ed ha invocato il dono della fede per i suoi familiari che oggi piangono perché lei non c’è più. Il dolore, per la sua perdita, ha coinvolto tutta la comunità di Pedalino: il sacerdote ha poi invitato tutti a ricordarsi di lei e del suo volto gioioso, «ogni qualvolta vedrete il piccolo L.» All’uscita dalla chiesa, un applauso che si è ripetuto più volte: poi il corteo ha attraversato la piazza, fermandosi per qualche momento davanti al bar New York, dove lei spesso si recava per aiutare il marito ed il cognato. Anche sabato scorso doveva essere così: per questo aveva affidato il figlioletto alla suocera, recandosi a Comiso alle 6 del mattino. Sulla via del ritorno, il tragico impatto. Tra le pietre divelte di un muretto abbattuto, oggi c’è un mazzo di rose rosse.

Restano tutti gli interrogativi sull’incidente: la velocità, un malore, un ostacolo che le si è parato davanti. Nessuno sa cosa sia veramente accaduto, i rilievi eseguiti dai carabinieri del Nucleo Radiomobile di Vittoria, guidato dal tenente Guido Cioli, forse non potranno sciogliere ogni dubbio. Rimarranno le domande, irrisolte, rimarrà il dolore dei familiari che nessuna «certezza» potrebbe mutare.