Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:10 - Lettori online 879
COMISO - 19/09/2016
Cronache - Un parente dell’incendiario avrebbe dovuto pagare 8 mila euro

Diventa piromane per non pagare tassa

Arrestato anche il complice che fece da palo Foto Corrierediragusa.it

Appiccò le fiamme agli uffici comunali al solo scopo di bruciare una cartella fiscale di 8 mila euro per emissione di assegni a vuoto che doveva essere pagata da un parente. A distanza di quasi 9 mesi dall’incendio doloso della vigilia di Natale 2015, il piromane non solo è stato identificato ed arrestato, ma il suo congiunto dovrà lo stesso pagare la tassa dal momento che proprio quell’incartamento venne risparmiato dalle fiamme. Le manette sono scattate per Carmelo Ricca, 48 anni, e per il 60enne Michele Mario Sidoti (nella foto in senso orario con gli uffici comunali avvolti dalle fiamme). Mentre quest’ultimo si limitò a fare da palo, fu Ricca a penetrare nei locali comunali nel corso della notte, dopo aver sfondato la porta d’ingresso. L’uomo cosparse tutto di liquido infiammabile, e poi appiccò le fiamme. La scena venne ripresa a sua insaputadalla telecamere di sorveglianza, le cui immagini si sono rivelate fondamentali per addivenire all’identità del piromane, che si copriva la faccia con un cappuccio. Ricca si diresse quindi nella direzione dove lo attendeva il complice in auto e insieme si dileguarono, pensando di averla fatta franca. Ma a distanza di 9 mesi di indagini, la polizia ha chiuso il cerchio, assicurando i due alla giustizia. Furono diverse la stanze raggiunte dalle fiamme che distrussero suppellettili e mobili, e annerito pareti e soffitto. Fu parzialmente rovinato anche un pregiato mosaico di epoca romana che si trovava in una delle stanze, nonostante la celere opera di spegnimento delle fiamme da parte dei pompieri, che dichiararono l’inagibilità dell’immobile. Ora i due arresti per l’atto incendiario comunque inutile, dal momento che la cartella fiscale scampata alle fiamme dovrà in ogni caso essere pagata.