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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 1014
COMISO - 23/07/2016
Cronache - Le manette sono scattate per Luciano Cutrona, comisano

Si presenta con una pistola in ospedale

L’uono è accusato di porto abusivo di arma clandestina e detenzione illegale di munizioni Foto Corrierediragusa.it

Magari si era convinto che presentandosi al pronto soccorso con una pistola avrebbe goduto di una corsia preferenziale per farsi visitare subito, senza tenere in considerazione il fatto che, sentendosi in effetti male, sarebbe comunque stato in ogni caso curato celermente. E invece, oltre alle cure, per il 42enne di Comiso Luciano Cutrona sono arrivate pure le manette per i reati di porto abusivo di arma clandestina e detenzione illegale di munizioni. L’uomo si era presentato al «Regina Margherita» (foto) venerdì sera, in evidente stato di alterazione e armato di pistola. I medici hanno preferito assecondare le richieste dell’uomo per evitare una possibile reazione inconsulta, mentre contemporaneamente qualcuno telefonava al 113. L’uomo armato pretendeva di essere ricoverato perché si sentiva spossato, sdraiandosi sul lettino per la visita, sotto gli occhi preoccupati di medico ed infermiere. All’improvviso hanno fatto irruzione nella saletta gli agenti che hanno immobilizzato Cutrona, disarmandolo. L’uomo era in possesso di un’arma clandestina (di importazione estera mai censita in Italia) e relativo munizionamento. L’arma era perfettamente funzionante ed aveva 10 cartucce all’interno del caricatore. Dalle successive perquisizioni, personale e veicolare, è emerso che il 42enne aveva altre cartucce disponibili. L’uomo aveva tentato di giustificarsi sostenendo di aver trovato l’arma in strada.

E’ opportuno evidenziare che l’uomo, pur tenendo la pistola in mano, non l’ha mai brandita per minacciare le persone presenti al pronto soccorso, né ha opposto resistenza all’arresto. Gli investigatori hanno accertato che, poche ore prima, Cutrona aveva litigato con il padre, ma anche questo fatto sembra non avere una connessione con il porto abusivo dell’arma. L’uomo è stato dunque rinchiuso nel carcere di Ragusa.