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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 800
COMISO - 09/04/2016
Cronache - Processo in udienza preliminare con il rito abbreviato

Tentò di uccidere la sua ex: condannato

La pubblica accusa aveva invocato la pena di 8 anni Foto Corrierediragusa.it

Si è chiuso con la condanna a sei anni di reclusione per il reato di tentato omicidio il procedimento in udienza preliminare con il rito abbreviato a carico dell’uomo che il 10 settembre dell’anno scorso, secondo l’accusa, accecato dalla gelosia investì con la propria auto la donna che amava, ma che lo aveva respinto. La condanna è stata inflitta dal gup Claudio Maggioni a Biagio Licata (nel riquadro della foto che documenta il fatto), 37 anni, comisano. Il pm Monica Monego aveva invocato la pena di 8 anni di carcere. Teatro dell’episodio, solo per mera fortuna non sfociato in tragedia, fu via Roma, all’angolo con via Pace a Comiso. L’uomo, dopo l’incidente, convinto di avere ucciso la donna di 46 anni, pure lei comisana, scappò a piedi, dirigendosi verso il commissariato dove si costituì, confessando tutto. Agli agenti raccontò di aver ucciso la donna perché non voleva andare a vivere con lui. Ma per sua fortuna la vittima designata se la cavò solo con un grosso spavento e qualche livido. Come accennato la vittima, «colpevole» di aver rifiutato l’amore di quello che stava per diventare il suo assassino, si salvò: lo spigolo della porta aperta di un’abitazione deviò il veicolo dalla sua traiettoria di morte, graziando di fatto la donna, che fu solo sbalzata dal punto d’impatto, invece di finire arrotata, mentre l’uomo sconvolto si convinse di averla ammazzata. Grande fu la sorpresa del mancato omicida quando venne a sapere che la donna che voleva anzitempo spedire al creatore era invece viva. Alla guida della sua Fiat Uno, Licata adocchiò la donna che passeggiava sul marciapiede. Accecato dalla gelosia e dal rancore per essere stato più volte rifiutato, l’uomo pigiò sull’acceleratore per mettere sotto la sua «amata», che, pur colpita in maniera non mortale alle gambe, fu salvata di fatto da quella porta lasciata provvidenzialmente socchiusa. La donna fu trasportata in ambulanza al Regina Margherita dove i medici la giudicarono guaribile in 25 giorni per le contusioni e le ferite alle gambe.