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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 823
COMISO - 26/03/2016
Cronache - L’indagine si è protratta per oltre 6 mesi

VIDEO Medico furbetto del cartellino

Al professionista infedele è stato anche effettuato un sequestro preventivo di beni per 10 mila euro Foto Corrierediragusa.it

Un medico timbrava il badge all’ospedale «Regina Margherita» dove prestava servizio e poi, durante l’orario di lavoro, invece di assistere i pazienti se ne andava a giocare in un centro scommesse. festeggiando pure il capodanno in famiglia invece di essere al lavoro.


Almeno in una occasione difatti il medico era rimasto a casa, proprio durante il turno di lavoro, per non perdersi il cenone di capodanno nonostante risultasse essere in servizio. Con l’accusa di truffa aggravata ai danni di un ente pubblico, nella fattispecie il già disastrato sistema sanitario, il medico in questione è stato denunciato dalla polizia di Comiso, diretta dal vice questore aggiunto Emanuele Giunta, al termine di una lunga e complessa indagine a base anche di appostamenti, intercettazioni e riprese effettuate con telecamere nascoste per documentare la condotta illecita del medico infedele. La denuncia del medico è arrivata al termine di una accurata indagine iniziata nel novembre 2013 e conclusasi nel febbraio 2014. Ulteriori indagini hanno accertato che i reati sono stati reiterati esattamente nella medesima forma anche nei mesi di luglio e agosto 2015. Tutto partì dalla denuncia dei fatti da parte di una fonte ritenuta molto attendibile dalla polizia. Alcuni medici, tra cui quello indagato, sarebbero stati soliti allontanarsi dall’ospedale durante l’orario di servizio, senza timbrare attraverso l’apposito cartellino segnatempo l’allontanamento dal posto di lavoro al fine di percepire ingiustamente somme di denaro relative ad ore di servizio ordinario e straordinario nei fatti non effettuate. La fonte confidenziale aveva riferito ancora ai poliziotti che il medico infedele, soprattutto quando effettuava i turni pomeridiani con reperibilità serale (dalle 14 alle 20 e con reperibilità dalle 20 alle 8 del giorno dopo), oltre a lasciare anzitempo il reparto ospedaliero di sua pertinenza, sarebbe stato solito recarsi a casa per cenare e poi rientrare in ospedale solo ed esclusivamente per timbrare l’uscita dal reparto intorno alle 23, accumulando così, ogni qual volta effettuava tale turnazione “personalizzata”, almeno tre ore di straordinario, di cui una notturna, con grave nocumento per le casse della sanità pubblica. Gli agenti del commissariato hanno così accertato che il medico lasciava l’ospedale intorno alle 19 a bordo della propria auto per recarsi in una sala giochi e scommesse online dove rimaneva sino alle 20. Poi, lasciata la sala giochi, si recava a prelevare una bambina per poi fare rientro con lei nella sua abitazione. Alle 23 il medico usciva dalla propria abitazione, saliva sull’auto e si recava in ospedale, luogo dal quale usciva alle 23:10 per recarsi di nuovo a casa e parcheggiare l’auto all’interno di un garage. Questa condotta illecita è stata accertata e documentata dai poliziotti in diverse giornate, nell’ambito dei già citati appostamenti. Un modus operandi abituale da parte del medico, che in questo modo effettuava, solo sulla carta ma non nei fatti, un servizio con connessa reperibilità il cui turno proseguiva ininterrottamente sino alle 23 circa. In questo modo la polizia ha accertato che quanto documentato con gli appostamenti effettuati, era negli anni divenuto una prassi consolidata da parte del medico infedele. Le indagini sono state portate avanti per 6 mesi, suffragate da ulteriori riscontri effettuati periodicamente sino allo scorso agosto. Il medico, in seguito all’attività investigativa svolta, è stato oggetto anche di un sequestro preventivo di beni eseguito dagli agenti del commissariato su delega dell’autorità giudiziaria per una cifra che si aggira intorno ai 10 mila euro, relativa solamente alle ingiuste retribuzioni ottenute dal professionista e in riferimento al periodo delle indagini, al fine di un eventuale risarcimento all’Asp del danno cagionato. La stessa Asp, dopo gli sviluppi giudiziari del caso, potrebbe procedere alla sospensione dal lavoro del medico, che, allo stato, continua regolarmente a lavorare al "Regina Margherita". Nel mirino degli investigatori vi sarebbero infine un altro medico ed un infermiere, pure loro presunti assenteisti dal posto di lavoro, sempre al “Regina Margherita”, e le cui responsabilità sono al vaglio per accertare eventuali reati, come nel caso del medico denunciato per truffa aggravata ai danni della sanità pubblica.


LA VIGILIA DI CAPODANNO DEL MEDICO DOCUMENTATA DALLA POLIZIA
Il giorno 31 dicembre 2013 il medico risulta in servizio con orario dalle 14 alle 20 e reperibilità notturna dalle 20 alle 8 del giorno dopo. Alle 12:58 si è recato a timbrare il badge di ingresso per uscire dall’ospedale appena tre minuti dopo. Alle 15:13 si è nuovamente recato in ospedale per uscirne alla 15:48, per poi rientrare nuovamente alle 15:59 e uscirne definitivamente alla 18:17 per potersi recare a festeggiare il capodanno e rientrare alle ore 00:47 del primo gennaio 2014. A festeggiamenti ultimati timbra il badge in uscita e va via definitivamente, senza essere passato in corsia. In altre circostanze il medico ha timbrato il cartellino alle 12:59 per uscire qualche minuto dopo, andare via alle 19:07 e rientrare alle 23:05 esclusivamente per timbrare il cartellino.