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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 561
COMISO - 11/09/2015
Cronache - La donna è viva solo per miracolo

Respinto dalla sua "amata" tenta di ucciderla

La vittima se l’è cavata con una prognosi di 25 giorni per le ferite alle gambe
Foto CorrierediRagusa.it

«Se non vuoi essere mia non sarai di nessun altro»: questo avrà pensato nella sua mente sconvolta dalla gelosia un 36enne che non ha esitato a lanciare la sua auto a folle velocità con il preciso scopo di investire la donna dei suoi sogni mentre quest’ultima passeggiava tranquilla. Solo per un fortunato caso la vittima, «colpevole» di aver rifiutato l’amore di quello che stava per diventare il suo assassino, si è salvata: lo spigolo della porta aperta di un’abitazione ha difatti parzialmente deviato il veicolo dalla sua traiettoria di morte, graziando di fatto la donna, che è stata solo sbalzata dal punto d’impatto invece di finire arrotata. Ma non è finita qui: convinto di aver ucciso la sua bella, e vinto dal rimorso, l’uomo si è consegnato alla polizia, recandosi in commissariato di sua spontanea volontà per confessare l’omicidio. Grande è stata la sorpresa del mancato omicida quando ha realizzato che la donna che voleva anzitempo spedire al creatore era invece salva. Tuttavia sono scattate lo stesso le manette ai polsi del 36enne Biagio Licata, comisano (nella foto della scena dell´incredibile episodio), accusato di tentato omicidio.

L’incredibile fatto si è verificato in via Roma, dove, mentre passava al volante della sua «Fiat Uno», Licata ha adocchiato la donna che passeggiava sul marciapiede. Accecato dalla gelosia e dal rancore per essere stato più volte rifiutato, l’uomo ha quindi pigiato sull’acceleratore per mettere sotto la sua «amata». Come accennato, una porta lasciata provvidenzialmente aperta dal proprietario di una casa per arieggiarla, ha di fatto salvato la vita alla malcapitata, colpita in maniera non mortale alle gambe, dopo che la folle corsa dell’utilitaria è stata parzialmente deviata. La vittima è quindi crollata a terra svenuta, ma l’uomo, con orrore, l’aveva creduta morta, correndo a piedi come un fulmine fino in commissariato per costituirsi.

Dopo l’allarme degli sconvolti residenti, la donna, una 46enne del posto, è stata trasportata in ambulanza al «Regina Margherita» dove i medici l’hanno giudicata guaribile in 25 giorni per le contusioni e le ferite alle gambe. Per il mancato omicida si sono invece aperte le porte del carcere di Ragusa.