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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 969
COMISO - 29/07/2015
Cronache - Deve rispondere di resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale

Litiga con la moglie e spara ai carabinieri: arrestato

L’uomo si trova rinchiuso nel carcere di Ragusa Foto Corrierediragusa.it

Litiga furiosamente in casa con la moglie al punto da rendersi necessario l’intervento dei carabinieri contro i quali esplode alcuni colpi di pistola caricata a salve. Un ferito lieve e tanta apprensione nel violento episodio culminato con l’arresto di Alfonso Russo (foto), 36 anni, non nuovo a scenate del genere. Mentre lo ammanettavano, l’uomo ha scalciato contro i militari, ferendone uno in maniera lieve. Ora il 36enne sta smaltendo i bollenti spiriti in una cella del carcere di Ragusa. Tutto era cominciato nella serata di martedì, quando le urla provenienti dall’abitazione di Russo e della moglie avevano allarmato i vicini, che avevano telefonato al 112. All’arrivo dei militari dell’arma, Russo si è barricato in casa minacciandoli di morte. Comprensibile l’apprensione creatasi nel quartiere, alla presenza anche di parecchi bambini e ragazzini che sono stati fatti rientrare nelle loro case. Poi Russo ha aperto l’uscio puntando contro i militari la pistola con cui ha fatto fuoco. In un primo momento si pensava a dei proiettili veri, poi si è scoperto che l’arma era caricata a salve. La pistola era comunque pericolosa in quanto priva del tappo rosso di protezione e quaindi simile ad un’arma vera di quelle in dotazione alle forze dell’ordine. Alla fine i carabinieri, coadiuvati dalla polizia di Vittoria e Comiso, sono riusciti senza non poche difficoltà a disarmare e ammanettare il 36enne, scongiurando un epilogo ben più grave.

Come accennato, l’uomo è stato rinchiuso in carcere per i reati di resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale. Pare che i litigi tra Russo e la consorte fossero piuttosto frequenti e quasi sempre per futili motivi, come nell’episodio in oggetto che ha visto l’intervento dei militari dell’arma, i quali hanno ovviamente posto sotto sequestro la pistola scacciacani, detenuta illegalmente da Russo.