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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:15 - Lettori online 1067
COMISO - 15/05/2015
Cronache - Sentenza nel processo di primo grado

Maxi condanna per spedizione punitiva con pestaggio

I fatti accaddero a Comiso Foto Corrierediragusa.it

Il pubblico ministero Alessia La Placa aveva chiesto 6 anni e 7 mesi di reclusione per Gazi Dridi (difeso dall’avvocato Franco Vinciguerra) e per Anis Mohamed Sayadi (difeso dall’avvocato Giovanni Mangione), nati a Vittoria ma di origini tunisine, con precedenti nonché ritenuti i maggiori responsabili della spedizione punitiva nei confronti di 3 connazionali tunisini residenti a Comiso. Per gli altri imputati, Larbi Mohamed Youssefi (avvocato Giovanni Mangione), Jaouhari Bouajila (avvocato Massimo Garofalo), Massimiliano Angelo Chessari (avvocato Francesco Vinciguerra e Daniele Scrofani), Mohamed Kabous, libico (avvocato Giovanni Mangione), Nafae Thabiti (avvocato Carmela Cosimo), Wajdi Zaouali (avvocato Giovanni Mangione), il pm aveva chiesto 3 anni e 8 mesi di carcere. Il gup Andrea Reale, considerato il rito abbreviato richiesto dagli avvocati difensori, ha dimezzato la pena per i primi due recidivi, Didri e Sayadi, condannati a 3 anni e 4 mesi di reclusione e mille euro di multa ciascuno. Per gli altre 6 imputati il gup ha disposto 3 anni di reclusione e 800 euro di multa. Tutti devono pagare le spese processuali e il mantenimento in carcere. Gli 8 imputati sono stati condannati anche all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.

Si è concluso con questa sentenza il processo di primo grado (non si esclude il ricorso in Appello da parte del collegio difensivo) per un delitto compiuto meno di un anno fa che per la sua efferatezza ha destato molta indignazione nell’opinione pubblica comisana e vittoriese. I reati contestati al gruppo (attualmente 4 sono in carcere e 4 agli arresti domiciliari), sono rapina e violazione di domicilio aggravate e continuate in concorso; lesioni pluriaggravate e continuate in concorso. Dopo 36 ore di indagini la Polizia di Vittoria chiuse il cerchio e arrestò gli attuali condannati. Sarebbe stata una guerra fra bande a generare la spedizione punitiva nei confronti di 3 tunisini residenti a Comiso. Da una precedente aggressione avvenuta per strada, il «commando» dei vittoriesi si è recato a Comiso per dare la lezione ai rivali. Armati di sassi e bottiglie scheggiate hanno fatto irruzione in una casa di via Arimondi e colpito selvaggiamente, ferendolo gravemente uno dei 3 tunisini (due fratelli e un cugino).

Per dare più ferocia alla spedizione punitiva, il gruppo ha fatto collaborare anche un cane da combattimento tipo molossoide, aizzato contro uno dei tunisini che è stato azzannato alla gamba. I referti medici dei feriti parlano di lesioni varie guaribili in 40 e in 8 giorni di prognosi. Fra i capi d’imputazione, c’è anche il reato di rapina. Perché nel corso della spedizione punitiva contro i tunisini finiti in ospedale per farsi curare, dall’abitazione sarebbero stati sottratti mille e 200 euro.

L’avvocato Mangione aveva chiesto per i suoi assistiti l’applicazione del minimo della pena ma l’assoluzione per il reato di rapina.