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Venerdì 23 Febbraio 2018 - Aggiornato alle 19:49
COMISO - 13/05/2015
Cronache - Sentenza della Cassazione che conferma la precedente condanna

Cambia sesso, privacy violata: condanna comune Comiso

"Spettava al Comune - spiegano i giudici - provare di aver adottato le misure idonee ad evitare il danno" Foto Corrierediragusa.it

Un comisano di 43 anni aveva cambiato sesso, da uomo a donna, e si era pure sposato, dopo essersi trasferito al di là dello stretto, ma tutto questo è venuto alla luce perchè i dati anagrafici non sono stati "blindati" dal comune di Comiso. I dati sensibili non sono stati tutelati dall’ufficio anagrafe casmeneo prima e da un comune della Calabria dopo, dove la donna (ex uomo) si era trasferita dopo avere cambiato sesso ed essere convolata a nozze. Alla luce di ciò la Cassazione, con la sentenza n. 9785, ha condannato il comune di Comiso a risarcire di 75 mila euro una signora di cui aveva rivelato il passato da uomo. Le motivazioni che si leggono nella sentenza non danno adito a nessuno equivoco. «Gli uffici anagrafici dei comuni devono proteggere "con tecniche di cifratura o con codici identificativi che permettano l´identificazione dell´interessato solo in caso di necessità" tutti i dati sensibili che riguardano il cambiamento di sesso delle persone: non si deve rendere nota la "rettificazione di sesso" trattando con sciatteria o malizia i dati di chi ha cambiato genere». In pratica la Cassazione ha confermato la sentenza già emessa il sette febbraio del 2011 dal tribunale di Ragusa che aveva condannato il Comune di Comiso al risarcimento dei danni quantificandoli in 75mila euro. Contro il verdetto, l´amministrazione comunale casmenea aveva fatto ricorso, senza successo, alla Suprema Corte.

"Spettava al Comune - spiegano i giudici - provare di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno" e, inoltre, come osservato anche dal tribunale, "manca la prova che a determinare l´evento" della diffusione dei dati sensibili, "quale fattore sopravvenuto da solo sufficiente ad escludere o ad interrompere il nesso eziologico, sia stata una causa efficiente estranea e del tutto autonoma rispetto al comportamento del Comune di Comiso". L´amministrazione comunale, soccombente in Cassazione, è stata condannata anche a pagare 7 mila 200 euro di spese processuali.

Il sindaco del tempo era Giuseppe Alfano. Ricorda il caso, ma non i particolari, nemmeno il nome dell’avvocato a cui affidò l’incarico per difendere l’ente. Dopo la prima condanna del Tribunale di Ragusa l’ente di piazza Fonte Diana si era rivolto alla Cassazione. Ma l’esito non è stato quello sperato. La vicenda riguarda, come accennato, un cittadino comisano di 43 anni, che durante il suo percorso di vita ha deciso di cambiare sesso da uomo a donna. Si sarebbe sposato una prima volta, sarebbe diventato vedovo e poi risposato prima di trasferirsi in un comune della Calabria.

Il caso scoppiò quando i dati sensibili dell’ufficio Anagrafe di Comiso furono inviati in Calabria senza i dovuti «omissis» allo scopo di tutelare la privacy della persona interessata. Nel comune calabrese il particolare risaltò ai funzionari comunali e la notizia divenne presto oggetto di gossip e pettegolezzi.

Nella foto la sede del comune di Comiso