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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1363
COMISO - 13/05/2015
Cronache - I malviventi chiedevano un riscatto di 200 euro ai familiari per liberarle

Segregati in una stanza come animali: 5 arresti

Le donne segregate nell’abitazione sarebbero arrivate nell’ambito degli ultimi sbarchi a Pozzallo Foto Corrierediragusa.it

Clandestini con in prevalenza ragazze, tra cui una addirittura minorenne, segregate come animali in una casa di via Veneto a Comiso. E’ la terribile scoperta fatta dagli inquirenti dopo una denuncia raccolta a Siracusa. Ciò che sembrava un allarme infondato si è invece rivelato essere una allucinante realtà I migranti, tra cui le giovani donne, erano tenute chiuse a chiave in una stanza buia e umida, in condizioni igieniche pessime. La minore, di nazionalità eritrea, è stata trasportata in ospedale per tutti gli accertamenti sulle sue condizioni di salute. Le manette sono scattate per cinque stranieri. Le donne segregate nell’abitazione erano arrivate alla spicciolata nell’ambito degli ultimi sbarchi a Pozzallo assieme ad altri migranti. L´organizzazione aveva ruoli ben definiti con l´obiettivo di lucrare sulla sorte dei disperati che sbarcano sulle coste iblee. Gli arresti sono difatti scattati per i reati di sequestro di persona e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. In manette sono finiti Yosef Ayalew, etiope di 26 anni, Junaid Rafique, del Pakistan di 26 anni, Fouad Nasrllah Fouad, maricchino di 53 anni, Nagawo Abe, eritreo di 25 anni e Jimie Mahammed Nur Mohammed, eritreo di 28 anni.

L’operazione è scattata dopo lo sbarco del 4 maggio scorso quando un cittadino eritreo riceve una telefonata, nel corso della quale un uomo lo informa che sua cugina, una ragazzina di 15 anni, si trova con lui e che per riaverla deve ricaricare di 200 euro la sua poste pay. Il migrante denuncia tutto agli inquirenti che avviano le indagini, coordinate dalla polizia di Siracusa. Le indagini tecniche consentono agli investigatori di risalire alla località dalla quale era partita la chiamata, vale a dire Comiso. Le persone finite in manette, con l’utilizzo di un furgone, erano solite appostarsi all’uscita dei centri di accoglienza del siracusano e prendevano a bordo gli immigrati con la falsa promessa di accompagnarli a Milano.

Una volta saliti sul mezzo, invece, i clandestini venivano portati nell’abitazione di via Veneto a Comiso e lì venivano tenuti segregati fino a quando i loro parenti non avessero pagato un riscatto di 200 euro ciascuno. A pagamento avvenuto, le vittime venivano liberate ed accompagnate alla stazione degli autobus di Ragusa. E’ proprio questa la scena che hanno monitorato gli investigatori, i quali si sono appostati alla stazione del capoluogo ibleo e sono successivamente intervenuti, fermando e sentendo sia le vittime liberate che i componenti del gruppo criminale.