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COMISO - 28/03/2015
Cronache - La singolare disavventura giudiziaria di Francesco Oscini di Pedalino

Tartarughe in casa? Si rischia il carcere!

L’uomo è stato alla fine assolto dopo ben sei anni Foto Corrierediragusa.it

Sei anni di processo penale per detenzione di tartarughe della specie protetta, ma alla fine Francesco Oscini è stato assolto per non avere commesso il fatto E’ il caso di scrivere "attenti alle tartarughe in casa non dichiarate". Se sono della specie «Testudo Hermanni» inseriti negli elenchi degli animali in via di estinzione, protetti dalla convenzione di Berna e incluse nell’allegato A del Regolamento (Ce) 1332 del 2005, si passano guai seri. Chi ne è in possesso, sappia che se scoperto, rischia la pena della reclusione. Come quella che ha rischiato Francesco Oscini, 47 anni, nato a Francoforte ma residente a Pedalino, frazione di Comiso, processato per tale imputazione e assolto con formula piena per non aver commesso il fatto dal giudice monocratico Ivano Infarinato, pubblico ministero Antonella Jovino. L’avvocato Enzo Giannone, difensore di Oscini, nella sua «colorata» arringa davanti al giudice ha chiesto l’assoluzione piena dell’assistito affermando «che i 6 anni della durata del processo a cui l’uomo è stato sottoposto, dal 4 novembre del 2009 al 27 marzo 2016, sono sufficienti per mettere la parola fine alla vicenda che ha coinvolto una persona incensurata e rispettosa delle leggi».

Sei anni per scrivere la parola fine a una vicenda giudiziaria che ha fatto lavorare personale amministrativo, avvocati, cancellieri, pubblico ministero e giudici. Durante l’ultima udienza del 26 marzo, nel corso della deposizione del brigadiere dei Carabinieri che aveva condotto l’indagine, è emerso che Francesco Oscini oltre alla passione per le armi, in quanto cacciatore, amava anche allevare serpenti. Nel 2009 una «soffiata» ai militari segnalava la presenza di rettili in casa Oscini, un’abitazione di Pedalino a due piani abitata a pianterreno dai suoceri dell’uomo e al primo dallo stesso, con ingressi autonomi, distinti e separati. Durante la perquisizione domiciliare i militari hanno rinvenuto due serpenti della specie «Boa» e armi regolarmente denunciati e detenuti in casa.

Nell’orto recintato del pianterreno, in uso ai suoceri, anche 4 tartarughe terrestri, ben nutrite con foglie di verdure e in buone condizioni, come ha avuto modo di accertare il medico veterinario coinvolto per la consulenza tecnica. L’unica distrazione, che è costata la denuncia penale e 6 anni di processo a Francesco Oscini, è stata quella di non avere dichiarato ai sensi delle disposizioni di legge le tartarughe, specie protetta e in via di estinzione. L’uomo ha ammesso la passione per la caccia e per i serpenti, nonché la proprietà delle armi, ma ha affermato che le tartarughe erano della suocera, abitante al pianterreno, nel frattempo deceduta. Una storia per certi versi un po’ grottesca conclusasi per tutti a lieto fine.