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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 1015
COMISO - 29/11/2014
Cronache - Sostanze radioattive nel sottosuolo di contrada Porrazzito? Falde acquifere inquinate

Diossina nella terra dei fuochi a Comiso

La relazione dell’Arpa è stata oggetto di un vertice in prefettura martedì scorso
Foto CorrierediRagusa.it

Tracce di diossina e di possibili sostanze radioattive nel sottosuolo della cosiddetta «terra dei fuochi» di contrada Porrazzito a Comiso (foto), ma ancora nessun indagato nell’inchiesta avviata dalla procura di Ragusa sulla inquietante vicenda oggetto, peraltro, di un vertice in prefettura a Ragusa martedì scorso. I dati scaturiti dalle analisi elaborate dall’apparecchiatura installata dall’Arpa per monitorare la composizione dell’aria non lascia dubbi: l’area alla periferia di Comiso, lungo la provinciale 7 e poco distante dall’aeroporto, è potenzialmente tossica, con la presenza di diossina e altre sostanze nocive per la salute pubblica che hanno con buona probabilità già inquinato pure le falde acquifere della zona, contigua al centro abitato e limitrofa a diversi campi coltivati.

L´AREA FU GIA´ SEQUESTRATA NEL 2009 DALLA PROCURA DI GELA
Nonostante tutto questo, l’area non è transennata o sotto sequestro e risulta facilmente accessibile da chiunque, bambini compresi. Eppure ampie porzioni di questa zona furono sequestrate tra il 2009 e il 2010 dalla procura di Gela nell’ambito di una indagine che coinvolgeva alcuni imprenditori gelesi per l’ipotesi di reato di traffico illegale di rifiuti. Non a caso risulterebbe certa l’esistenza di sostanze potenzialmente cancerogene che continuano a bruciare nel sottosuolo della cava di pietra dismessa, come evidenziato dalla stessa Arpa in una nota inviata al comune di Comiso. La zona, oramai da qualche mese, è interessata da una insolita combustione sotterranea che si origina dalla ex cava di pietra. Dense nuvole di fumo acre e maleodorante si levano, specie nelle ore notturne e di buon mattino, dal sottosuolo, in un’area di ben 10 mila metri quadrati, sprigionando miasmi insopportabili che infestano tutta la zona.

GLI INTERVENTI DEL COMUNE DI COMISO SONO SERVITI A POCO
A questo proposito il comune di Comiso aveva effettuato due interventi, l’11 e il 18 ottobre scorsi, con il compattamento del suolo tramite un ingente quantitativo di terra e sabbia, per soffocare le fumarole. Insomma, se non è la «terra dei fuochi» della Campania poco ci manca. Pare difatti che la ex cava di pietra e ghiaia dismessa da anni sia stata poi riempita con materiale di dubbia composizione, potenzialmente tossico. Il tutto fu poi «sigillato» da una colata di cemento il cui manto, però, si è spaccato col tempo. Di conseguenza, dalle crepe si sprigionano queste anomale fumarole originate da combustione sotterranea di materiale ignoto e in buona parte composto, a quanto pare, da diossina e altre sostanze tossiche, se non addirittura radioattive.

DATI INQUIETANTI DAI CAMPIONI DI TERRENO ANALIZZATI DALL´ARPA
I campioni di terreno prelevati e analizzati hanno fornito risultati inquietanti, con la presenza, si legge nella nota dell’Arpa, «di sostanze altamente contaminanti, alcune delle quali cancerogene quali idrocarburi policiclici aromatici, composti organici clorurati, furani e policlorobifenili possibili precursori di diossine». Al di là dei termini tecnici, il concetto è che la combustione di questi composti «Costituisce – chiude la nota dell’Arpa – grave pericolo non solo per le persone, ma anche per le falde acquifere che potrebbero essere contaminate dalla veicolazione degli inquinanti determinata dalle piogge».

LA VICENDA OGGETTO DI UN VERTICE TENUTOSI IN PREFETTURA A RAGUSA
Questa relazione è stata oggetto del vertice in prefettura di martedì scorso tra il prefetto di Ragusa Annunziato Vardè e il sindaco di Comiso Filippo Spataro, alla presenza dei vigili del fuoco e della polizia provinciale, incaricata delle indagini scaturite dall’esposto dello scorso ottobre presentato in procura da parte dell’associazione «No terra dei fuochi Comiso».