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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1448
COMISO - 12/10/2013
Cronache - Denunciato dai Carabinieri un gruppo di romeni presunti autori di vari furti

Denunciata a Comiso una gang di ladri

Nel gruppo di malavitosi dell’Est, anche una donna, 5 minorenni e due fratelli. Sarebbero i responsabili dei furti di computer ai danni delle scuole comisane Verga, Pirandello e materna Senia, che è stata anche bruciata
Foto CorrierediRagusa.it

Smascherata la gang dell’informatica, esperta in furti di computer e televisori poi smontati, resettati, assemblati e rivenduti come seminuovi al mercato dei disperati da 100 a 300 euro a pezzo. Undici romeni, fra cui due fratelli, una donna e 5 minori piccoli «basisti», frequentanti le scuole di Comiso, che avevano il compito di segnalare le stanze dove stavano installati i computer. Non sono stati arrestati, per la trascorsa flagranza, ma tutti denunciati dai Carabinieri di Comiso all’autorità giudiziaria per i reati di furto e ricettazione.

I particolari di questi reati che nel comisano hanno creato scompiglio sociale dal mese di luglio fino all’altro ieri, sono stati spiegati dal capitano della Compagnia di Vittoria Francesco Soricelli e dal comandante della Stazione di Comiso, il luogotenente Paolo Vona. Nella sala conferenze della caserma di Vittoria in un angolo sono accatastati un televisore di 32 pollici, 4 tv piccole, 7 monitor e altrettante unità di sistema, 3 hard disk e una tastiera. Tutta refurtiva sparita dalle scuole medie Verga e Pirandello e dalla materna «Senia» di Comiso, oggetto anche di attentato incendiario; da una videoteca e da rivendita di frutta secca sempre nella città casmenea. L’ammontare del valore dei pezzi rubati viene stimato intorno ai 10 mila euro, materiale che le scuole avevano comprato con i finanziamenti dei fondi Pon, che ai delinquenti avrebbero fruttato qualche migliaio di euro.

In uno degli ultimi colpi, esattamente in quello del negozio di frutta e verdura, i malviventi mentre stavano compiendo l’ennesimo furto, sono stati «disturbati» dall’arrivo dei militari e quindi costretti ad abbandonare alcuni pezzi. Da lì gli inquirenti si sono messi sulle tracce della gang. Come? «Attraverso un’attività info-investigativa molto sofisticata»- risponde il capitano Soricelli. In realtà i militari si sono avvalsi di qualche ripresa televisiva di videosorveglianza, dei tradizionali pedinamenti e intercettazioni. Hanno capito che i ragazzini-studenti segnalavano l’obiettivo da colpire, i grandi compivano i furti e la donna si dava da fare per commercializzare. Un passa parola nell’ambiente degli stranieri, materiale informatico in buono stato da vendere, un «affare» per chi comprava.

Mentre le indagini proseguono per accertare altri furti e consegnare ai legittimi proprietari la refurtiva che sarà riconosciuta, Prefettura e Carabinieri in questo caso hanno dato una risposta alle turbolenze del comprensorio comisano e chiaramontano, negli ultimi mesi preso d’assalto da malviventi che hanno razziato in diversi settori commerciali e sociali. Le indagini proseguono per verificare se gli stessi si siano resi responsabili di altri furti ai danni anche di private abitazioni o altre attività commerciali, tenuto conto che parte della refurtiva recuperata non ha ancora trovato un legittimo proprietario.

Nella foto in alto al centro il capitano Francesco Soricelli e il luogotenente di Comiso Paolo Vona. Nella foto sotto la refurtiva ritrovata. Cliccate per ingrandire.