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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 1065
COMISO - 18/09/2013
Cronache - Interrogatori dei magistrati in municipio casmeneo e nella sede della Soaco

Corte dei conti europea indaga su aeroporto

Le indagini condotte dalla Guardia di finanza e dalla Procura di Ragusa avrebbero accertato un utilizzo distorto dei fondi comunitari destinati a velocizzare l’apertura dello scalo. L’amministrazione Alfano per far fronte alle nuove esigenze accese un mutuo di 4 milioni di euro pagabile in 40 rate da 152mila euro. La replica della Soaco
Foto CorrierediRagusa.it

Magistrati della Corte dei Conti europea arrivano a Comiso per indagare sull’utilizzo dei fondi comunitari, circa 4 milioni di euro, destinati per l’aeroporto "Magliocco" (foto), a cui vanno sommate altre somme erogate dalla Regione Sicilia e dai comuni soci della Soaco, per un totale di 40 milioni, che sono stati spesi in questi ultimi 10 anni. Se hanno deciso di atterrare direttamente al «Vincenzo Magliocco» o preferito la pista del Fontanarossa di Catania per giungere a Comiso, non si sa. Sta di fatto che i magistrati si recheranno in piazza Fonte Diana per ascoltare il neo sindaco Filippo Spataro (all’oscuro di tutto) e il Consiglio di amministrazione della Soaco al fine di approfondire le modalità di spesa di quella ingente somma che la Comunità Europea aveva destinato all’Italia con lo scopo di accelerare la realizzazione della struttura aeroportuale di Comiso e che invece, come sappiamo, ha portato un «ritardo» al decollo di alcuni anni. L’input alle indagini amministrative è stato dato dalla Procura della Repubblica della Corte dei Conti di Palermo che ha studiato approfonditamente il carteggio investigativo costruito dal Comando provinciale della Guardia di Finanza e dalla Procura della Repubblica di Ragusa. Le «fiamme gialle» di Ragusa presentarono il dossier alla Procura contabile nel 2012. Ma la notizia non venne divulgata forse per non «distrarre» ulteriormente la struttura aeroportuale in fase di rifinitura.

Secondo indiscrezioni fondate, buona parte dei soldi ottenuti da Bruxelles sarebbero stati spesi per altri fini (fra cui anche l’organizzazione dell’arrivo del ministro Massimo D’Alema il 30 aprile del 2007, all’incirca 300 mila euro) e perfino per pagare fornitori e creditori che tutti i giorni bussavano al Comune chiedendo il saldo delle fatture. Si sostiene che l’amministrazione retta dall’ex sindaco Giuseppe Alfano per trovare le risorse per l’aeroporto avrebbe acceso, in data 15 dicembre 2008, un mutuo con la Cassa Depositi e prestiti di circa 4 milioni, estinguibile in 40 rate da 152 mila euro, arrecando, in tal modo, un ulteriore danno erariale al Comune di Comiso costituito dagli interessi passivi gravanti sul mutuo.

I magistrati della Corte dei Conti Europea avranno il difficile e delicato compito di accertare eventuali danni alla Comunità europea, non tanto per comminare sanzioni amministrative o penali, ma per verificare se l’Italia, che ha già beneficiato di un’ingente somma destinata allo scalo che all’epoca si chiamava «Pio La Torre», in effetti spesi per altre utilità, dovrà restituire, sotto forma di conguaglio in vista di altri finanziamenti destinati al nostro paese. In questi casi sarebbe poi la magistratura contabile italiana a rivalersi nei confronti di eventuali responsabili del danno erariale.


La Soaco replica in merito alla visita dei revisori della Corte dei Conti a Comiso

Il presidente della Soaco Rosario Dibennardo e l’amministratore delegato Enzo Taverniti con un comunicato stampa a firma congiunta, hanno replicato all’articolo che abbiamo pubblicato ieri.

«In merito a strategia e pianificazione, gestione e controllo dei progetti e raggiungimento degli obiettivi prefissati, un gruppo di revisori della Corte dei conti europea sta conducendo un audit su 5 Stati membri, per controllare 20 aeroporti europei, di cui uno è l’Aeroporto Civile di Comiso. Si tratta di un normale controllo programmato, appunto, della Corte e non certo di un faro puntato sul «Magliocco», come alcune fonti di stampa poco cautamente hanno nei giorni scorsi adombrato. Creare allarmismi del tutto infondati in un momento delicato come l’attuale per lo scalo casmeneo, con molte trattative in corso con compagnie aeree e un piano di crescita che procede senza intoppi, potrebbe risolversi in un danno per il territorio ibleo, per la sua classe produttiva e per i cittadini tutti. Invitiamo, quindi, a un maggior senso di responsabilità da parte dei commentatori, per il bene pubblico di una provincia che ha fatto molto per vedere operativo uno scalo che in potenza è un incredibile volano di sviluppo per l’intera Sicilia sud orientale».

Che dire? Gli amministratori della Soaco spiegano i motivi della visita dei revisori della Corte dei Conti, e ne prendiamo atto, ma evitano di affermare che parallelamente al controllo sullo stato dell’arte del «Magliocco» ci sono anche i revisori della Corte dei Conti di Palermo che in passato hanno già chiesto chiarimenti agli amministratori della città su altre spese che avrebbero rallentato la realizzazione del «volano di sviluppo per l’intera Sicilia sud orientale». Avremmo voluto vedere l’aeroporto di Comiso già operativo da almeno 5 anni!

Gli «allarmismi dati incautamente da alcune fonti di stampa» di cui parlano i vertici della Soaco, non sono notizie carpite dall’uomo della strada ma da fonti ufficiali, autorevoli e attendibili. E non sono certamente gli «incauti commentatori» che frenano il bene pubblico; semmai le misere beghe di potere che antepongono gli interessi e i successi personali al benessere della collettività.(g.l.l.)