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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1517
COMISO - 20/07/2013
Cronache - Il patricida reo confesso è stato dimesso con il consenso dei medici

Mirko Bottari va da ospedale a carcere

Intanto è stata eseguita l’autopsia sulla salma della vittima, il 61enne Vincenzo Arcidiacono. I funerali saranno celebrati oggi alle 17 nella chiesa di Sant’Antonio a Comiso
Foto CorrierediRagusa.it

Continuerà la sua degenza in una cella del carcere di Ragusa il 21enne reo confesso che ha ammazzato martedì scorso al culmine dell’ennesimo litigio per motivi economici il padre di 61 anni ipovedente, bruciandolo vivo mentre dormiva nella sua casa popolare di via Generale Girlando a Comiso. Il patricida Mirko Bottari, che aveva riportato egli stesso ustioni alle gambe e alle braccia dopo aver appiccato il fuoco che non ha lasciato scampo a Vincenzo Arcidiacono, con il consenso dei medici è stato dimesso giovedì scorso dall’ospedale «Regina Margherita», dove la vittima lavorava come centralinista, e condotto al commissariato di Comiso (foto) per formalizzare l’arresto per omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione e incendio doloso. Il giovane patricida in manette, che non ha tradito alcuna emozione, è stato quindi rinchiuso in carcere.

Il sostituto procuratore Federica Messina ha avanzato richiesta di convalida dell’arresto al gip, che deciderà entro le prossime ore. Convalidato nel frattempo il sequestro della casa teatro della tragedia, inagibile dopo il crollo del controsoffitto. E´ stata inoltre eseguita ieri mattina l’autopsia sul corpo di Arcidiacono da parte del medico legale Davide Agnello. L´esame autoptico ha confermato il racconto di Mirko Bottari, escludendo il presunto accoltellamento. Infatti Arcidiacono sarebbe morto bruciato vivo. Inoltre l´uomo sarebbe caduto dal letto che bruciava, chiedendo aiuto inutilmente, ma non riuscendo più a rialzarsi. I funerali saranno celebrati oggi alle 17 nella chiesa di Sant’Antonio a Comiso.

LA CONFESSIONE AGGHIACCIANTE
«Ho bruciato vivo mio padre cieco mentre dormiva. Non so cosa mi è preso, ma l’ho fatto». E’ l’agghiacciante confessione del 21enne patricida Mirko Bottari, arrestato ieri dalla polizia per omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione e incendio doloso. Il giovane, reo confesso, è piantonato all’ospedale «Regina Margherita» di Comiso, dove resterà ricoverato per un paio di settimane per le ustioni di secondo e terzo grado alle braccia e alle gambe causate dall’incendio da egli stesso appiccato nella casa popolare di via Generale Girlando che divideva con il padre 61enne Vincenzo Arcidiacono, ipovedente e centralinista in quello stesso ospedale in cui è ricoverato il figlio che lo ha ammazzato dandogli fuoco mentre dormiva. Per l’uomo non c’è stato scampo: è passato dal sonno alla morte senza neppure accorgersene. Il sostituto procuratore Federica Messina chiederà nelle prossime ore al gip la convalida dell´arresto del patricida.

Mirko Bottari, fermato dalla polizia coordinata dalla dirigente Vinzy Siracusano mentre stava dirigendosi in commissariato per costituirsi, ha raccontato di aver comprato 5 euro di benzina al vicino distributore, riempiendo una bottiglia di plastica che ha poi usato, dopo l’ennesimo litigio, per cospargere di liquido infiammabile il padre, a quanto pare colpito pure con un coltello da cucina prima che il corpo fosse reso irriconoscibile dalle fiamme che hanno reso inagibile l’abitazione. Dopo la morte della madre, di cui il patricida portava il cognome, i rapporti con il padre, che non lo aveva mai riconosciuto come figlio naturale, si erano incrinati, soprattutto per motivi economici. La vittima non dava difatti soldi al figlio, geloso della badante che invece aveva libero accesso al conto corrente.

Bottari chiedeva continuamente soldi e forse non sopportava che il padre li desse invece alla donna che l’accudiva, dato il suo stato di soggetto ipovedente. Sarebbero questi i motivi che hanno scatenato il raptus omicida in Mirko Bottari (il cognome sarebbe quello della madre), 21 anni, comisano, figlio illegittimo di Vincenzo Arcidiacono, sessantenne, non vedente, centralinista all’ospedale Regina Margherita di Comiso.

La tragedia si è consumata nel primo pomeriggio di martedì, quando Mirko Bottari è stato visto entrare nella casa che coabitava col padre, in via Generale Girlando, la stradina dove sono ubicate molte case popolari, con un bidoncino di liquido infiammabile in mano. Nessuno immaginava che Vincenzo Arcidiacono sarebbe uscito completamente bruciato dentro una bara, assassinato dal figlio con il quale era perennemente in lite per questione di soldi. Soldi, che Mirko chiedeva continuamente e che il patrigno non dava. Arcidiacono aveva avviato pratica per il disconoscimento della paternità.

Si dice, addirittura, che Vincenzo Arcidiacono sarebbe stato colpito da una coltellata e poi cosparso di benzina per eliminare ogni traccia. Voci che devono essere confermate dagli inquirenti e dal medico legale, dottoressa Marisa Iannì che effettuerà l’ispezione cadaverica ed eventualmente l’autopsia. La casa è andata completamente distrutta dalle fiamme, tanto che Mirko è rimasto ustionato alle braccia e alle gambe. L’abitazione è stata dichiarata inagibile dai Vigili del fuoco. Il giovane, compiuto il misfatto, ci ha pensato per qualche minuto e poi s’è deciso di presentarsi spontaneamente presso il Commissariato di Comiso. Gli agenti dopo averlo interrogato lo hanno dichiarato in stato di arresto e condotto in ospedale dove è tuttora piantonato.

Gli abitanti del quartiere popolare sono increduli. Stentano a credere che sia potuta accadere una tragedia simile. Che fra il padre e il figlio non corresse buona sangue, però, lo sapevano tutti. E anche la volante di polizia era dovuta intervenire più volte per calmare le ire del figlio nei confronti del padre. Mirko Bottari era un volto già noto alla Polizia, un ragazzo con qualche problema, ma nessuno avrebbe pensato a una simile tragedia.

Tutto è cominciato nel primo pomeriggio, quando il piantone del Commissariato ha ricevuto una telefonata dalla Questura. Un incendio in Girlando. Non avendo volanti a disposizione, l’agente ha informato i Carabinieri. Ma quando i pompieri sono entrati a fatica nella casa ormai un rudere, si sono trovati davanti la scena raccapricciante dell’uomo carbonizzato e irriconoscibile. Era un omicidio. Nelle prossime ore sapremo di più sulle modalità dell’esecuzione. Il medico legale dovrebbe, ma non è detto che le condizioni del cadavere lo consentano, accertare se il decesso sia stato causato dalla coltellata all’addome oppure direttamente dal fuoco appiccato da Mirko Bottari.