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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:02 - Lettori online 1023
COMISO - 26/03/2013
Cronache - Denunciata la titolare, una 35enne dal tenore di vita piuttosto agiato

Catena di ristoranti con 650mila euro di evasione

La società controllata gestiva ristoranti e tavole calde anche nel Catanese

Maxi evasione di 650mila euro. Lo ha scoperto la Guardia di Finanza a seguito di indagini a carico di una società di ristorazione con sede legale a Comiso ma in realtà con sede operativa nel Catanese. La società controllata gestiva ristoranti e tavole calde nel Catanese, rispettando solo apparentemente la normativa fiscale vigente.

Recandosi in ogni punto vendita infatti, i cassieri emettevano ai clienti senza difficoltà le ricevute e gli scontrini fiscali. Inoltre, tutti i corrispettivi venivano regolarmente e minuziosamente annotati sul registro mensile, ma in realtà le somme incassate non venivano poi riportate in dichiarazione e conseguentemente nulla veniva versato. L’attenta analisi investigativa tributaria si è basata essenzialmente su alcune anomalie.

La professionalità, la determinazione e la curiosità dei militari consentiva di carpire il semplice ma pericoloso sistema di frode. Tali elementi sono stati confermati dalla verifica fiscale effettuata nei confronti dell’azienda comisana, che ha consentito di appurare che la stessa esercitava la propria attività senza preoccuparsi di presentare le dichiarazioni annuali dei redditi e ha permesso, inoltre, di stabilire il reale giro d’affari.

L’attività non è stata semplice ed è stata possibile grazie ai registri che venivano compilati nella prima fase di vendita e in virtù dei documenti emessi nei locali commerciali e quindi ha richiesto un’attività di ricognizione e di riscontro profonda ed attenta. Un evasione sostanziale e totale posta in essere sottraendosi all’obbligo finale ma fondamentale della dichiarazione e dei versamenti.

Il rappresentante legale, una giovane trentacinquenne ragusana con un elevato tenore di vita e una dichiarazione fiscale personale molto bassa, non ha saputo giustificare in alcun modo le proprie omissioni.

I verificatori hanno dunque ricostruito i ricavi conseguiti negli anni d’imposta 2010 e 2011, rilevando che la società ha evaso elementi positivi di reddito per un importo complessivo di 648mila 300 euro dal quale scaturisce un’evasione Iva per 65mila 231 euro. Nel contesto la società comisana ha anche omesso la dichiarazione ai fini Irap realizzando un’ulteriore evasione di 648mila 300 euro.