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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 862
COMISO - 30/01/2013
Cronache - Aveva 80 anni ed era stato il primario Otorino al «Regina Margherita»

Morto Catalano, sindaco della «guerra fredda» comisana

Comiso piange un protagonista assoluto degli anni ‘80/90. Si trovò a gestire, suo malgrado, l’installazione dei missili Cruise nella Base Nato e a fronteggiare le marce della pace che partivano da Comiso per l’Umbria

Si è spento a Comiso, all’età di 80 anni, Salvatore Catalano, stimato medico otorino ma anche una delle più alte figure politiche comisane, sindaco della città dal 1978 al 1984, i difficili anni della «guerra fredda» fra Nato e Patto di Varsava che Comiso visse in trincea per la vicenda dell’installazione dei missili Cruise nella Base Nato, in contrapposizione a quelli sovietici. Oggi la struttura si chiama Magliocco e dovrebbe diventare un aeroporto civile, procedura difficilissima rispetto a quando si decise per l´installazione dei missili.

Con Turi Catalano se ne va un protagonista autentico della vita politica provinciale, un uomo che ha fatto la storia del piccolo centro casmeneo, divenuto, suo malgrado, l’ombelico del mondo da quando il governo nazionale dei «cento giorni» retto da Giovanni Spadolini accettò l’installazione dei missili americani nella base di Comiso.

L’ho conosciuto proprio in quegli anni, quando cominciavo a seguire giornalisticamente per Video Mediterraneo le vicende missilistiche e le marce oceaniche contro i missili che richiamarono pacifisti da tutte le parti del mondo. Autoironico, pronto alla battuta, a quella flemma sfottente che contraddistingue il carattere del comisano purosangue. Un carattere forte e carismatico, deciso, pugnace, portato anche alla polemica aspra, ma sempre dentro i confini dell’etica e del rispetto per l’avversario. In piazza Fonte Diana subentrò a Giacomo Cagnes, avversario comunista di scorza dura e simbolo del movimento pacifista, col quale ebbe contrasti politici forti prima e dopo l’installazione dei missili.

Catalano, da socialista e uomo di sinistra convinto, sia pure alla guida di un bicolore Psi/Dc, inizialmente si oppose alla decisione del governo Spadolini che aveva scelto Comiso come base da offrire agli americani per il confronto bellico con l’armamentario nucleare sovietico puntato contro il sud dell’Europa. Ma dovette cedere presto alla «Ragion di Stato», o meglio all’appartenenza al partito (oggi dote inesistente), quando Lelio Lagorio, ministro alla Difesa socialista voluto da Bettino Craxi (allora segretario e astro nascente del «Garofano»), lo chiamò personalmente a Roma invitandolo ad ammorbidire i toni della sua riluttanza ai Cruise. E Turi Catalano, suo malgrado, dovette modificare, senza comunque rinnegarli, i toni della sua avversione all’installazione dei missili.

Dopo sei anni di sindacatura, nel 1984 dovette cedere il posto al suo compagno di partito Rosario Li Perni in un momento in cui cominciavano i venti delle turbolenze nazionali che avrebbero portato alla caduta del muro di Berlino e allo tsunami di Mani pulite che annientò l’intero Partito socialista e tutto il sistema sui cui si poggiava la Prima Repubblica. Dopo Catalano e Li Perni Comiso è stata governata da Salvo Zago, Pasquale Puglisi (primo sindaco di destra), da Pippo Digiacomo e ora da Giuseppe Alfano.

Quando Catalano affrontava i pacifisti e il monaco buddista, Pippo Digiacomo faceva l’abbiccì della politica nel partito comunista. «Con la scomparsa di Catalano Comiso ha perso una figura politica di grande rilievo- dice l’attuale deputato regionale Digiacomo- non solo comisana ma provinciale. Provo un dispiacere enorme, è stato un grande uomo e un politico di spessore. Sempre in prima linea e attento osservatore delle vicende attuali. Alle ultime primarie è venuto a votare, ci siamo incontrati e abbracciati. Segno che il cuore del dottore Catalano pulsava ancora di politica fino a pochi mesi dalla sua scomparsa».

Il dottore Catalano, ex primario Otorino del «Regina Margherita», lascia la moglie e 4 figli. I funerali saranno celebrati giovedì pomeriggio alle 15,30 nella basilica Madonna Annunziata di Comiso. Ai congiunti del dottor Catalano, le condoglianze di Corriere di Ragusa.it .