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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 617
COMISO - 10/03/2012
Cronache - ALLARME MALTEMPO 5: danni incalcolabili per l’agricoltura, Lombardo riflette

Danni a S. Croce, chiesto stato calamità. Vola tetto segheria a Comiso

Il vento si è portato via il tetto di una segheria, provocando danni ingenti. Parte dei locali erano adibiti a chiesa cristiana
Foto CorrierediRagusa.it

Il peggio potrebbe ancora arrivare nel pomeriggio e in serata di questo sabato 10 marzo ma i danni nel comprensorio camarinense sono già molto gravi e dall’entità economica elevata. Serre scoperte e danneggiate nelle contrade fra Punta Braccetto e Randello, il nucleo storico degli apprestamento serricoli, al punto che molti produttori agricoli hanno dovuto in fretta e furia, sebbene il vento soffia fortissimo, cercare di provvedere a coprire alla meglio le serre scoperchiate rifornendosi di plastica presso i relativi rivenditori. Per le serre crollate per il forte vento gli interventi di ripristino non sono stati possibili. Il sindaco di Santa Croce, Lucio Schembari, lunedì convocherà una riunione di giunta per decretare lo stato di calamità, chiesto in queste ore anche dai partiti politici come la Fed e il Pd.

Il sindaco è stato in prima persona, sin dalle prime ore del mattino, a coordinare gli interventi di soccorso assieme alla Protezione civile locale, ai vigili urbani, ai vigili del fuoco e ai tecnici del Comune. Si è dovuto intervenire per chiudere prima al traffico la strada comunale n° 24 S.Croce-Punta Secca e la n° 35 dal bivio della S.Croce-Punta Secca per Punta Braccetto. Nella tarda mattinata l’arteria è stata riaperta al traffico.

Nel corso Mediterraneo, a Punta Secca, un albero caduto è stato rimosso perché impediva la circolazione, così come in corso Oceano Indiano e piazza Naxos, a Casuzze, dove enormi piante grasse sono state divelte dalla forza del vento e alberi sono stati letteralmente sradicati. Anche qui sono intervenuti i vigili urbani e la Protezione civile. Allo stadio comunale è stata divelta l’intera copertura di una delle due tribune coperte, quella con i posti a sedere. Continua comunque su tutto il territorio la mobilitazione della Protezione civile e dei vigili urbani per monitorare le situazioni più critiche.

VOLATO VIA IL TETTO DI UNA SEGHERIA IN CONTRADA BILLONA
Una segheria è andata distrutta in contrada Billona (foto), a Comiso. Non si registrano danni a persone. La furia del vento ha praticamente scoperchiato la segheria, rendendola inagibile. Al lavoro i vigili del fuoco per mettere in sicurezza l’area. Il vento si è portato via il tetto della segheria, provocando danni ingenti. Parte dei locali della segheria erano adibiti a chiesa cristiana. Nella zona il vento ha sradicato i pali della pubblica illuminazione.

NINO MINARDO ASSICURA L´INTERESSAMENTO DEL GOVERNO NAZIONALE
"Sono stato sollecitato da sindaci e rappresentanti istituzionali ed ognuno, per il proprio territorio di competenza, mi ha segnalato i danni provocati dalle intemperie di queste ore che, purtroppo, non sono ancora terminate. Al di là delle sollecitazione ricevute, sin da stamattina avevo comunque già attivato ogni canale di mia competenza per avere risposte rapide in sede ministeriale pur di trovare in tempi celeri, ogni tipo di provvedimento che possa lenire uno stato devastante soprattutto nel comparto agricolo, già vessato da una crisi senza precedenti". E´ quanto dichiarato da caldo dal deputato nazionale Nino Minardo.

"Ho già avuto modo di parlare con funzionari e dirigenti e faccio mia ogni tipo di segnalazione che possa avere nel Governo Nazionale e nel Parlamento, sedi di recepimento e soluzione. La situazione è davvero seria e grave e, peraltro, il bilancio dei danni già quantificabile con stime davvero preoccupanti, è destinato ad aggravarsi ulteriormente visto che non si prevedono miglioramenti climatici almeno per le prossime 24 ore.

All’avvio della prossima settimana - prosegue il parlamentare del Pdl - sarò a Roma per seguire personalmente i passaggi necessari per ottenere ristoro dallo Stato rispetto i danni e per attivare e poi seguire personalmente gli iter, sollecitandone la soluzione. Per il resto, esprimo un profondo rammarico di fronte alle immagini di devastazione del comparto agricolo che non abbisognava certo, in una fase già così difficile - conclude Minardo - di questa ulteriore mazzata".

LA PROMESSA DI LEONTINI AL COMPARTO AGRICOLO
«Non tarderà, a nome del Gruppo Parlamentare del Pdl, la richiesta al Governo Regionale di dichiarare lo stato di calamità naturale per l´area Sud-orientale dell´Isola». E´ la promessa che fa l´on Innocenzo Leontini, capogruppo del Pdl all´Ars ed ex assessore regionale all´Agricoltura, in merito alla grave situazione di emergenza che la Sicilia sta vivendo in queste ore a causa delle avverse condizione meteorologiche che stanno provocando numerosi danni, in particolare al comparto serricolo della provincia di Ragusa.

«Da venerdì sera – dice Leontini – vento e pioggia si stanno abbattendo con estrema violenza sull´Isola e la provincia di Ragusa risulta il territorio maggiormente colpito da fenomeni temporaleschi e forti venti di burrasca che, già durante la notte, hanno irreparabilmente compromesso impianti agricoli, soprattutto nella fascia trasformata dell´ipparino. Non c´è tempo da perdere. Il Governo dovrà dichiarare immediatamente lo stato di calamità naturale e, se non dovesse farlo, annuncio fin da ora una battaglia parlamentare in difesa dei nostri agricoltori».

«Intanto – aggiunge l´esponente del Pdl – ho già contattato il nostro rappresentante al Parlamento Europeo, l´on. Giovanni La Via, per segnalargli la difficile e preoccupante situazione e per chiedergli di farsi promotore a Bruxelles di tutte le iniziative necessarie affinché anche l´Unione Europea possa intervenire a sostegno degli imprenditori agricoli in questo gravissimo momento».

DIGIACOMO LANCIA L´ALLARME: "STATO DI CALAMITA´"
L´on Pippo Digiacomo, a seguito della violenta ondata di maltempo che sta arrecando gravissimi danni al comparto agricolo della Sicilia, ed in particolare della fascia trasformata, ha annunciato la richiesta dello stato di calamità naturale. «Occorre intervenire con urgenza – commenta il parlamentare – per venire incontro alle migliaia di operatori colpiti, come se non bastasse la già perdurante crisi, da questo eccezionale evento calamitoso. Siamo già al lavoro, unitamente ai gruppi parlamentari di Camera e Senato per sollecitare il governo a dichiarare con urgenza lo stato di emergenza e attivare tutte le procedure previste».

PER CONFAGRICOLTURA "DANNI INCALCOLABILI"
Danni incalcolabili quelli provocati dall’uragano che la notte scorsa si è abbattuto sulla provincia di Ragusa. Raffiche di vento di oltre 100 km l’ora e piogge torrenziali hanno raso al suolo strutture serricole, impianti arborei e colture in pieno campo pronte per la raccolta. In molti casi sono andate distrutte anche le vie di accesso alle aziende agricole a causa di frane e smottamenti.

«Siamo molto preoccupati – sottolinea il presidente della Confagricoltura ragusana, Sandro Gambuzza – perché questa nuova catastrofe si va ad aggiungere a quelle dei mesi scorsi: fermo dei trasporti, blocco di movimenti spontanei, aumento delle materie prime e dei carburanti, consumi fermi».

Il presidente Gambuzza sollecita le imprese che hanno subito danni alle strutture ed alle produzioni a segnalarli all’Ispettorato provinciale agricoltura di Ragusa che ha già attivato idonee strutture di accertamento ed invoca un incontro regionale al fine di valutare la situazione ed individuare tutte le possibili iniziative di soccorso. La Confagricoltura ragusana ha già attivato le proprie strutture provinciali per una quantificazione dei danni che dalle prime segnalazioni, specialmente per quanto concerne le strutture, ammontano a svariate decine di milioni di euro.

AGRICOLTURA IN GINOCCHIO
Anche l’agricoltura è in ginocchio. A Santa Croce si sta valutando di chiedere lo stato di calamità. Scrive Franca Iurato in una nota: «Ancora non si è concluso il passaggio di questa perturbazione atmosferica e non siamo in grado di quantizzarne i danni, ma basta e avanza quanto già si può constare di serre divelte con danni alle strutture e alle coltivazioni, ai capannoni e altro, per chiedere la proclamazione dello stato di calamità naturale per la nostra zona.

A tale scopo – continua la Iurato – stiamo già contattando gli organismi Regionali e comunali perché si attivino in tal senso, la nostra agricoltura in ginocchio deve avere la massima attenzione e il giusto sostegno per far fronte ai gravissimi danni causati da quest’ondata devastante di maltempo. La protezione civile ha avvisato in tempo di quanto sta accadendo ed ancora accadrà nelle prossime 36 ore, ma questo preavviso non mette i nostri agricoltori nella condizione di evitare danni alle strutture serricole, da questa considerazione l’urgenza di attivarsi immediatamente – conclude la Iurato – per far fronte alle conseguenze di questa devastazione.

DIPASQUALE: "LOMBARDO VALUTA LO STATO DI CALAMITA´"
"Ho avuto assicurazione dal Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo che la Giunta regionale prenderà in esame lunedì prossimo la mia richiesta di riconoscimento dello stato di calamità per Ragusa e la Sicilia Orientale". A dichiararlo è il Sindaco di Ragusa Nello Dipasquale che proprio nella mattina di oggi ha inviato una specifica nota sia al Governo nazionale, sia a quello regionale.

"E´ stato proprio il Presidente Lombardo con il quale mi sono sentito telefonicamente - aggiunge il primo cittadino - a rendermi nota la sua decisione di esaminare con urgenza la richiesta dal sottoscritto inviatagli".

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Marina di Ragusa Ragusa Scoglitti