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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1290
COMISO - 28/11/2011
Cronache - Maxi sequestro della Polizia

Ben 70 chili di droga nel bunker del vivaio Maugeri

Cinque mesi d’indagine per scoprire il colossale quantitativo di droga nascosta fra le piante ornamentali del vivaio Maugeri. Il cerchio non è ancora chiuso
Foto CorrierediRagusa.it

Tutto è cominciato il 10 giugno scorso, con l’arresto di Corrado Bellassai, sciclitano di 41 anni residente a Comiso, e di Giuseppe Saccone, 39 anni, napoletano trapiantato a Scoglitti. Sei chili di marijuana dentro un vivaio di piante ornamentali sulla Comiso-Santa Croce Camerina. Sembrò tanta, ma erano quattro foglie al confronto dei circa 70 chili, sempre di marijuana, scovata sabato scorso nello stesso vivaio, occultata dentro una collinetta di terra, in un posto invisibile e impossibile da raggiungere, come se lì dentro si celasse un dittatore arabo o un «pezzo da 90» latitante di mafia da tanti anni. Lì sono arrivati gli uomini del Commissariato di Comiso e della Squadra mobile di Ragusa, ben diretti dal vice questore Rosario Amarù e dal capo della Mobile Francesco Marino. E lì è stato dichiarato in arresto il titolare del vivaio di piante ornamentali Antonio Maugeri (nel riquadro della foto con la droga sequestrata), 61 anni, catanese di origine trapiantato a Comiso, incensurato, praticamente ignoto ai data base della Questura e delle altre forze dell’ordine.

Il capo d’imputazione per il quale l’uomo dovrà rispondere alle domande del pm Monica Monego e del gip, è detenzione di droga. Maugeri cascò dalle nuvole il 10 giugno, quando furono arrestati nel suo vivaio il napoletano e lo sciclitano, non sapeva nulla e gli inquirenti furono costretti a credere al suo stupore; ma per 5 mesi non hanno perso d’occhio né lui né il vivaio. Fino a sabato scorso, quando le volanti della Polizia hanno fatto irruzione nell’azienda di contrada Comuni e raggiungere la collinetta di terra, sbirciare dentro un cunicolo stretto che è diventato voragine al punto da fare passare i poliziotti come speleologi per tirare fuori una cinquantina di pacchi ben confezionati tanto da riempire due-tre contenitori di plastica. Marijuana allo stato puro per un valore di mercato che sotto Natale avrebbe fruttato, grazie ai tanti «fumatori» del comprensorio ibleo e vicinato, qualcosa come 200-300 mila euro.

Un colpo tremendo, in tempo di crisi economica, in prossimità delle feste natalizie, per gli organizzatori e per la galassia di baby spacciatori da sparpagliare in giro a piazzare dosi al dettaglio. Per inciso va detto che cittadini segnalano che persino nei grandi magazzini di Ragusa gli «sciuscià» della droga vendono fumo a ragazzini più piccoli o coetanei! «Lo sappiamo, ma questi ragazzi possono essere solo segnalati»- afferma il vice questore Francesco Marino.

E ora le indagini passate e attuali. Per dire che molto probabilmente ci sarà un futuro. Il questore Filippo Barboso, Marino e Amarù sanno bene dove fermarsi nel raccontare i dettagli, ma si intuisce che a Comiso, divenuta anche città della droga dopo essere state dell’arte, della cartiera e della pietra pregiata, mancano all’appello almeno altri 10 chili di marijuana. Dove cercare? Gli inquirenti ce lo diranno quando l’avranno trovata.

L’altra valutazione è questa: gli arresti di giugno e quello di Maugeri sono slegati fra loro? Parrebbe di no. Le indagini mirano a costruire un castello accusatorio grande come la collinetta dov’era nascosta la droga: associazione per delinquere finalizzata alla detenzione e allo spaccio. Tre sono già in carcere, su altri soggetti sono ancora accesi i riflettori. E se il cerchio si chiude in un certo modo, come sperano gli inquirenti, su queste indagini potrebbe entrare a pieno titolo la Dda, la Direzione investigativa antimafia, pronta a incardinare un processo associativo per smantellare definitivamente un’attività lucrosa che mette insieme soggetti esperti in materia e insospettabili, come lo era appunto Antonio Maugeri fino a sabato scorso.