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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 716
COMISO - 06/09/2011
Cronache - Svariati milioni andati in fumo in pochi minuti

Doloso il rogo che ha distrutto il Pala Roma di Comiso. Caccia a piromani

Indagini in corso per risalire ai piromani. E’ la seconda volta che accade, dopo l’incendio del 2003. La struttura era avvolta dalle erbacce secche, che nessuno aveva pensato di fare pulire Foto Corrierediragusa.it

E’ di origine dolosa il rogo che ha distrutto il Pala Roma di Comiso. La struttura è del tutto ridotta in cenere. A nulla è valso l’intervento immediato dei vigili del fuoco di Ragusa e della forestale, che, con l’elicottero, hanno tentato di spegnere le fiamme che lambivano tutta la struttura. L’incendio purtroppo, si è allargato in tempi celeri, arrivando fino alla zona sottostante della cava Grazia, ed ha quasi toccato il belvedere. Fortunatamente non è stata coinvolta alcuna abitazione. Vigili del fuoco, protezione civile e numerosissimi volontari, non sono stati sufficienti per arrestare il fuoco implacabile, alimentato dal vento di scirocco.

Proprio l’anno scorso in questo periodo, era stato presentato un dossier fotografico, da parte del Partito Democratico, con relativa interrogazione consiliare, sullo stato di abbandono della struttura che, già nel 2003 a lavori quasi ultimati, aveva preso fuoco ed a causa delle indagini in corso, non era stato completato. Il Pala Roma, era stato realizzato tra il 2000 ed il 2003, con finanziamenti europei, dall’amministrazione Digiacomo. Oggi, dopo questo secondo incendio, non resta più niente, e svariati milioni di euro, sono davvero andati in fumo. In queste ultime ore, come accennato, è stato accertato il dolo, vista la presenza di tracce di liquido infiammabile rinvenute in almeno un paio di punti dove si sono originate le fiamme che hanno distrutto la struttura. Indagini in corso per risalire ai piromani.

IL SINDACO ALFANO: "SONO AMAREGGIATO"
Amareggiato per l´accaduto il sindaco Giuseppe Alfano, accorso al Palaroma insieme ad esponenti della giunta e diversi consiglieri di vari partiti, il primo cittadino ha dichiarato: «E´ stata inferta una profonda ferita, per la seconda volta, alla città. Ricordo, infatti, che già nel 2003 l´impianto subì medesima sorte, pur se in circostanze diverse».

Foto sotto di Salvatore Lauretta, cliccate per ingrandirle


e io pago
05/09/2011 | 21.51.12
biagio

era bello immaginare una struttura non solo completa ma funzionante, ma a quanto pare anche il cervello va in fumo solo a pensarci e non solo così è diventata realtà la struttura fumante. inutile quasi tutti i progetti finiscono sempre allo stesso modo incompleti,abbandonati tanto arrivano i nuovi progetti e chi si è visto si è visto mah! mah!