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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 1084
CHIARAMONTE GULFI - 11/02/2009
Cronache - Chiaramonte Gulfi - L’incendio in contrada Coffa è doloso

Chiaramonte: fiamme nella villa di Amarù

L’imprenditore ha subito 5 giorni fa un altro gesto intimidatorio: una bombola gpl è scoppiata in un costruendo edificio a Comiso
Foto CorrierediRagusa.it

Fiamme in una villetta a Chiaramonte Gulfi. L’incendio si è sviluppato, ieri sera, in un piccolo casolare di contrada Coffa, lungo la provinciale Comiso-Chiaramonte. Ignoti sono penetrati nella villetta, che non è abitata, hanno ammassato alcuni mobili che si trovavano all’interno ed hanno appiccato il fuoco.

Le fiamme hanno distrutto i mobili e danneggiato le pareti. La villetta è di proprietà di Biagio Amarù, imprenditore comisano del settore dei mosaici per arredi, che da alcuni anni ha trasferito la sua attività in contrada Coffa, non distante dalla strada statale Ragusa – Catania. Amarù, 42 anni, è attualmente vicepresidente provinciale di Confindustria. In passato è stato presidnete provinciale dei giovani industriali, vicepresidente regionale e membro della Giunta nazionale di Confindustria. Un imprenditore affermato, capace, pur in età molto giovane, di costruire un’azienda capace di affermarsi nel delicatissimo settore dei mosaici d’arredo, utilizzati per l’edilizia più raffinata e ricercata.

Cinque giorni fa, il 5 febbraio, a Comiso, una bombola gpl era esplosa nello scantinato di un edificio in costruzione, in via Biscari, nel quartiere Santi Apostoli. Il terreno su cui sta sorgendo la nuova abitazione (ancora allo stato di «rustico») è di proprietà dello stesso Amarù e di alcuni parenti, ma la casa sarebbe di proprietà del cognato. I danni, in quel caso, furono lievissimi, poichè si trattava di un’esplosione in un cantiere aperto, ma l’episodio apparve molto inquietante: lo diventa ancor di più alla luce di quanto accaduto ieri sera.

Gli uomini del commissariato di Comiso, guidati dal dirigente Rosario Amarù, stanno cercando di capire cosa è accaduto e soprattutto se i due episodi possono essere collegati. Un’eventualità che non viene esclusa, che appare anzi qualcosa in più d’una ipotesi. Le indagini, però, sono difficili e controverse. Amarù, da noi raggiunto telefonicamente, ha detto di non sapere spiegare le cause dell’accaduto ed ha auspicato che la Polizia possa fare presto piena luce su questi due episodi.

Intanto l’assessore provinciale allo sport Giuseppe Cilia esprime solidarietà a Biagio Amarù, vice presidente di Confindustria Ragusa.

«Un atto vile – dice Cilia - che non deve essere sottovalutato, un campanello d’allarme che necessita una doverosa riflessione di tutte le parti sociali».

«Occorre – conclude l’assessore – che le istituzioni siano vicine all’imprenditoria iblea, la quale rappresenta un tassello importante per lo sviluppo del nostro territorio».