Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 1013
CHIARAMONTE GULFI - 12/08/2016
Cronache - Un danno incalcolabile quello causato dai piromani

Un deserto surreale dopo il rogo doloso a Chiaramonte

Lavorano incessantemente vigili del fuoco e forestale con elicotteri e canadair
Foto CorrierediRagusa.it

Dopo oltre 24 ore di strenua lotta contro le fiamme, la «battaglia» si può considerare conclusa. Le fiamme, infatti, non avanzano più e questa è una gran bella notizia. Ma rimane ancora tanto lavoro da fare, per bonificare centinaia di ettari di bosco che sono stati inceneriti in poche ore. Si tratta di un intervento di massima importanza per evitare che qualche focolaio non sopito possa, grazie al vento, rianimarsi e determinare una ricomparsa delle fiamme. Per tale lavoro di bonifica sono ancora attive ben quattro squadre dell’antincendio della forestale, con alcune autobotti, oltre a due canadair e al possente elicottero «Sikorsky S-64 Skycrane» capace di trasportare ben otto mila litri d’acqua. Questo dispiegamento di uomini e mezzi la dice tutta su quanto è successo, su quanto sia stato devastante questo incendio doloso che ha ridotto in cenere oltre 400 ettari di bosco (foto). Statistiche alla mano si tratta del più devastante incendio che ha interessato, a memoria umana, il bosco degli Iblei. Nessuno in queste ore, avendo assistito seppur da lontano a questo devastante rogo, intende cedere alla rassegnazione. Chi ha visto devastato un territorio così vasto e verde, oltre a manifestare tutta la sua rabbia, chiede a gran voce che si corra ai ripari. Occorre una vera e concreta politica a difesa del territorio, con controlli serrati e l’impiego di uomini e mezzi in tal senso. Occorre la massima collaborazione di tutti i cittadini, se non si voglia che nel giro di pochi anni tutte le colline che sovrastano Chiaramonte Gulfi fino a estendersi ben oltre Monterosso Almo siano delle lande desolate. Il cronista ricorda lo sforzo messo in atto oltre dieci anni fa per assicurare alla giustizia un piromane di turno. Il controllo del territorio, dopo diversi incendi, è stato, in quella circostanza, puntuale ed efficace e alla fine il «brav’uomo» è stato assicurato alla giustizia. Questa è l’unica strada da seguire. Alle autorità che sovrintendono alla sicurezza pubblica il dovere di attuare un serio piano.

IL SINDACO DI CHIARAMONTE FORNARO: "CHI HA VISTO PARLI"
E´ andata distrutta la ricca vegetazione del bosco e alberi secolari ed è per questo che il sindaco di Chiaramonte Gulfi Vito Fornaro lancia un appello sul suo profilo Fb e chiede la collaborazione dei cittadini per individuare i responsabili: "Chi sa, oppure ha visto, parli, perché bisogna individuare i colpevoli di questo scempio ambientale".

LEGAMBIENTE: "CRIMINALI"
"Criminali": così Legambiente definisce i piromani che hanno dato origine all´incendio doloso che ha distrutto il bosco tra Chiaramonte e Monterosso. "Al Governo Regionale - si legge nella nota - lanciamo un appello affinché si punti su una maggiore prevenzione e tutela del territorio e delle aree boschive, si realizzino campagne informative e di sensibilizzazione e soprattutto si incrementino le risorse da destinare ai soggetti che cooperano nella lotta agli incendi boschivi e ai comuni, con meccanismi premiali per chi riduce il fenomeno utilizzando efficaci sistemi di prevenzione»: queste le dichiarazioni di Claudio Conti , Presidente di Legambiente Ragusa. "In Sicilia - prosegue il comunicato - gli incendi boschivi sono in aumento, anche per mano di piromani, ecocriminali ed ecomafiosi. Fermo restando che l’incendio della pineta di Chiaramonte Gulfi è stato sostenuto anche da un forte vento, la Regione Siciliana anche in territorio di Ragusa - conclude Conti - si è distinta per l´ennesima volta per la sua latitanza".

L´INFERNO DI FIAMME
Un danno incalcolabile quello causato dal vasto incendio doloso appiccato mercoledì scorso e che ha impegnato vigili del fuoco e forestale anche in queste ore. Ben cinque squadre di addetti all’antincendio sono state impegnante per tutta la notte. L’incendio in queste ore si è mosso su due fronti: uno in direzione di Monterosso Almo, esteso su circa 500 metri quadrati, e l’altro in direzione di Chiaramonte Gulfi, di oltre 300 metri quadrati. Già questi numeri danno una precisa idea di quanto continua a essere violento questo incendio che per tutto il pomeriggio di mercoledì ha continuato a divorare ettari ed ettari di bosco. Allo stato si calcola che almeno 300 ettari sono andati in fumo. Interessata in particolare dalle fiamme l’area demaniale al confine tra i comuni Chiaramonte Gulfi e Monterosso Almo. Il focolaio più minaccioso si è originato in contrada Muti-Fondo Gallina, a ridosso della pineta di Chiaramonte Gulfi. Dopo l’impiego di due elicotteri, di cui il possente «Sikorsky S-64 Skycrane» capace di trasportare ben 8 mila litri d’acqua, per alcune ore si è operato anche con tre canadair sui Monti Iblei e in territorio di Licodia Eubea. L´aria è stata particolarmente irrespirabile soprattutto a Giarratana, a causa della densa cortina di fumo levatasi alta per centinaia di metri e visibile a parecchi chilometri di distanza.

Alcune aree sono state evacuate a scopo precauzionale e di conseguenza i residenti hanno dovuto temporaneamente lasciare case ed aziende agricole, di cui tre in particolare lambite dalle fiamme. Questo incendio, per le proporzioni e la rapidità con cui si è propagato, è certamente il più grave degli ultimi vent’anni. Ricorda un altro grosso incendio registratosi nel 2003. In quell’occasione in tre giorni andarono in fumo poco meno di 250 ettari di bosco. Il rogo ha distrutto alla fine oltre 400 ettari. Sul fatto che si tratti di incendio doloso non vi è dubbio. Si ipotizza, tra l’altro, che le fiamme siano state appiccate in almeno 4 o 5 punti. Non si spiegherebbe, altrimenti, la potenza devastante.

Un altro dato che fa molto riflettere è quello registrato nel 2015. L’anno scorso il territorio boschivo degli Iblei non è stato nemmeno lambito da un fuocherello. Ora invece una sequenza impressionante, considerato anche l’altro incendio doloso di qualche giorno fa sempre nella stessa zona. Ecco perché servono indagini serrate per individuare i piromani, prima che sia troppo tardi. Peraltro i delinquenti hanno scelto i punti più impervi per appiccare le fiamme, con il chiaro scopo di rendere più difficoltose le operazioni di spegnimento. Alla luce di tutto ciò bisogna intensificare sul serio i controlli sulle aree demaniali, impiegando oltre agli agenti della forestale anche altre forze dell´ordine. Anni fa, grazie a questo sforzo congiunto, un pericolosissimo piromane fu arrestato.