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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 1094
CHIARAMONTE GULFI - 09/08/2015
Cronache - Alla vista degli agenti si è verificato il fuggi fuggi generale tra sorpresa e incredulità

Ciclisti dopati presi al traguardo: succede il finimondo!

Tutti erano di età compresa tra i 35 e i 50 anni, uno addirittura 60enne Foto Corrierediragusa.it

Quando il ciclismo si avvelena col doping anche nelle gare amatoriali: al taglio dell’agognato traguardo ieri pomeriggio, una cinquantina di ciclisti si attendevano parenti ed amici festanti, e magari pure mogli e fidanzate adoranti e desiderose di baciarli, invece hanno trovato ad attenderli i poliziotti, pronti ad «acchiapparli». successo il parapiglia: ciclisti che hanno fatto dietrofront, altri che sono caduti per terra, vinti dalla fatica e, soprattutto, dalla sorpresa, altri ancora che hanno tentato una improbabile fuga a piedi. Evidentemente avevano la «coda bagnata» questi ciclisti amatoriali, che, pur di vincere la gara, non avevano esitato a sfidare anche il temporale che si era abbattuto con particolare violenza nel piccolo centro montano, evidentemente eccitati dalle sostanze dopanti che, almeno una parte di loro, avevano assunto. Non è difatti purtroppo una novità che l’illegale pratica del doping sia particolarmente diffusa anche nella sterminata categoria delle manifestazioni amatoriali, come quella in oggetto, organizzata da anni dal comitato per i festeggiamenti del Santissimo Salvatore.

Quando i ciclisti, di età compresa tra i 35 e i 50 anni, uno addirittura 60enne, stavano vedendo avvicinarsi il traguardo della gara di ciclismo amatoriale in corso Umberto, in pieno centro cittadino, tutto sembrava normale: poi una decina di persone si sono tolte il giubbino lasciando in bella mostra la maglietta e la pettorina con su scritto «Polizia». Apriti cielo! L’epilogo a sorpresa della gara amatoriale ha quindi assunto i contorni del grottesco. Coloro che hanno tentato di fuggire evidentemente temevano i controlli anti doping. I ciclisti fermati senza non poca fatica dai poliziotti, sono stati sottoposti agli esami di routine, in primis quello delle urine, e diversi di loro sono risultati positivi ai test anti doping. Gli indagati sono in tutto 34, a carico dei quali sono scattate altrettante denunce penali per uso di sostanze vietate in quanto dopanti: si tratta di 19 ragusani, 9 siracusani, 5 catanesi e un reggino. Tra di loro vi sono anche i presidenti di alcune squadre di dilettanti che in occasione delle gare fornivano supporto logistico. Tra i fornitori dei farmaci anche un infermiere di Ragusa che si occupava di procacciare medicinali senza ricetta ed in molte occasioni allestiva un ambulatorio per fare delle flebo con diverse sostanze chimiche.

E’ bene ricordare che l’uso di sostanze dopanti, oltre ad essere pericolosissimo e talvolta pure letale per la salute, è considerato un reato penale. Non era mai successo che la tradizionale gara ciclistica amatoriale di metà agosto si concludesse in questo modo. Gli agenti avevano ricevuto una «soffiata» da un "ciclista della domenica" pulito ma stanco di essere umiliato dai compagni più "dotati" ed erano andati a colpo sicuro, cogliendo alcuni ciclisti in flagranza. Sconcerto anche tra gli organizzatori dell’evento, ovviamente all’oscuro di tutto e che non avrebbero mai potuto immaginare che un appuntamento sportivo a corollario della sentita festa religiosa potesse offuscare l’immagine stessa della tradizione. Purtroppo c’è chi ama vincere facile a tutti i costi, mettendo a repentaglio la propria vita anche se si tratta, come nel caso in oggetto, di una semplice gara amatoriale dove dovrebbe farla da padrone lo spirito sportivo. Dovrebbe.