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CHIARAMONTE GULFI - 03/10/2013
Cronache - Vertice per fare il punto della situazione

Sicurezza a Roccazzo dopo pestaggio

Anche il Comandante dei Carabinieri della locale stazione, maresciallo Alberto Bruno, ha preso parte all’incontro Foto Corrierediragusa.it

Il problema della scarsa sicurezza pubblica ha mobilitato la comunità di Roccazzo, popolosa frazione del chiaramontano. Dopo il pestaggio della scorsa domenica in contrada Mortilla ai danni di Antonino Distefano, leader del movimento «Avanti Popolo», l’Amministrazione comunale su sollecitazione di alcuni cittadini della zona ha organizzato un incontro con gli abitanti delle contrade, che sistematicamente sono vittime di azioni malavitose. Ad aprire la discussione è stato il sindaco Vito Fornaro, invitando i cittadini alla denuncia presso le autorità competenti, poiché solo così si può quantificare il fenomeno, per una migliore coordinazione delle azioni di repressione da parte delle forze dell’ordine. I cittadini sono accorsi numerosi all’invito a dimostrazione di quanto sia palpabile la paura e la tensione, auspicandosi l’adozione di provvedimenti atti a stroncare tali attività criminali.

Anche il Comandante dei Carabinieri della locale stazione, maresciallo Alberto Bruno (foto), ha preso parte all’incontro, garantendo anch’esso la massima attenzione ed invitando i cittadini a proteggere le loro proprietà con sistemi si sicurezza, con l’intento di scoraggiare l’azione dei malviventi. Sempre il Comandante ha distribuito un vademecum per migliorare la sicurezza nelle abitazioni e ha fornito un modulo per richiedere gratuitamente il collegamento del sistema d’allarme alla centrale di polizia.

Tanti gli interventi il cui unico tema era mettere in atto tutti i rimedi possibili per allontanare dal territorio questa micidiale morsa malavitosa. C’è chi ha avanzato l’ipotesi di un vigile di quartiere, chi invece richiedeva un controllo più serrato soprattutto nelle ore più a rischio tramite pattuglie di vigilanza, chi infine ha denunciato la scarsa illuminazione delle zone interessate. Problematiche e probabili soluzioni ancora aperte, che saranno oggetto di discussione anche in consiglio comunale, convocato, in seduta straordinaria e urgente dal Presidente, Paolo Battaglia.

IL PESTAGGIO DI DISTEFANO
Lo pestano a sangue per ottenere quello che non aveva. Tutto è successo la notte scorsa, in contrada Mortilla, in territorio di Chiaramonte Gulfi - a ridosso della comunale che collega quella contrada con Pedalino - quando al suo rientro a casa Antonino Distefano, leader del Movimento Politico «Avanti Popolo» si è trovato difronte quattro malviventi incappucciati e furiosi. Prima le minacce per farsi consegnare denaro e preziosi, poi, visto che l’uomo a ripetizione ripeteva loro di non possedere niente in casa di quello che cercavano, sono partiti calci e pugni su tutto il corpo da uno dei due, mentre gli altri lo immobilizzavano.

A quel punto l’hanno lasciato a terra, tramortito e insanguinato, per poi continuare a rovistare in ogni angolo della casa. Alla fine, per nulla curanti che il Distefano era a terra tramortito, gli hanno preso il telefonino e una cinquantina di euro, oltre a dei preziosi della moglie che era fuori di casa con il bambino. Prima di andarsene gli hanno anche rotto la macchina. Dolorante e insanguinato, Distefano ha raggiunto un bar di Pedalino per dare l’allarme. I primi a soccorrere l’uomo sono stati i Vigili Urbani di Comiso, poi l’arrivo dei Carabinieri e il successivo ricovero in ospedale.

I sanitari, da quanto si è appreso, gli hanno riscontrato la frattura di 4 costole, diversi ematomi diffusi su tutto il corpo, il viso tumefatto e alcune ferite nella zona addominale. Tra i tanti episodi di criminalità che interessano la zona a ridosso della frazione di Roccazzo, questo è sicuramente è il più efferato e inquietante. La malavita in quelle zone spadroneggia alla grande. Non si contato più i furti. In alcuni casi anche con i malcapitati in casa. Ora siamo alle percosse e alle minacce di morte. La zona è densamente abitata e dopo quest’ultimo episodio la paura tra la gente cresce a dismisura. Questo grave episodio alla «Arancia Meccanica» afferma il malcapitato è anche da imputare alla mancanza d’illuminazione pubblica a ridosso dell’abitazione. Il punto luce c’è ma non funziona da anni e quindi, questo il suo pensiero, il buio ha favorito questa drammatica incursione che «mi poteva anche essere fatale».