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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 1171
CATANIA - 10/07/2016
Cronache - I funerali della vittima siciliana dell’attentato in Bangladesh

L´ultimo abbraccio di Catania ad Adele Puglisi

Anche una coppia di bengalesi ha reso omaggio al feretro
Foto CorrierediRagusa.it

«E’ stata martire come Sant’Agata: l’hanno massacrata, solo il volto era suo»: sono le strazianti parole pronunciate in cattedrale a Catania da Matteo Puglisi, il fratello della 54anne Adele, catanese di origini iblee, uccisa nel sanguinoso attentato terroristico in un ristorante di Dacca, in Bangladesh. Parole che hanno agghiacciato e commosso le centinaia di persone tra parenti ed amici, giunti da ogni parte della Sicilia e non solo per l’ultimo saluto ad Adele nel capoluogo etneo. Quello stesso fratello colto da malore quando è stato raggiunto a Punta Secca dalla ferale notizia e che non sa darsi pace per l’accaduto: «Se penso che quel sabato – dice – sarei dovuto andare a prenderla in aeroporto e portarla nella sua amata Punta Secca»… La bara sobria, posata per terra, alla quale tutti rendono omaggio in religioso silenzio, con gli occhi rigati dalle lacrime per una tragedia tanto imprevedibile quanto assurda. Anche una giovane coppia di bengalesi si è soffermata dinanzi al feretro (foto). Monsignor Gristina ha parlato di pace e misericordia, mentre il sindaco Bianco ha chiosato: «Questi assassini non ci cambieranno mai e alla fine sarà Adele a vincere, perché Catania non la dimenticherà». Adele Puglisi, che lavorava in Bangladesh per un´azienda, non era sposata e non aveva figli. Risiedeva in centro storico a Catania e, non appena ne aveva il tempo, correva a Punta Secca, terra dei suoi avi, per un po´ di relax on il fratello Matteo, il cugino Costantino e gli altri familiari.