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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 420
CATANIA - 29/01/2016
Cronache - In manette anche l’amministratore delegato della compagnia low cost, Stefano Santuccio

Crack Wind Jet, arrestato Pulvirenti per bancarotta

Per la Procura di Catania ci sono state operazioni fraudolente per oltre 160 milioni a partire dal 2005 Foto Corrierediragusa.it

Bancarotta fraudolenta. Antonino Pulvirenti (foto), ex presidente della Wind Jet e del Catania Calcio, è stato arrestato stamane dagli uomini del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Catania e dovrà rispondere di questo reato. Stavolta il calcio non c´entra ma è invece la vicenda legata al fallimento della compagnia low cost siciliana che quattro anni fa lasciò a terra migliaia di passeggeri e senza stipendio 500 lavoratori della società. Insieme a Pulvirenti è stato anche arrestato l´amministratore delegato della compagnia aerea, Stefano Santuccio e sono stati emessi 14 avvisi di garanzia nei confronti di amministratori, consulenti e professionisti della Wind Jet, che era stata ammessa a concordato preventivo per 238 milioni di euro.

La Procura nel luglio scorso aveva emesso nei confronti di 14 indagati un invito a presentarsi per rendere interrogatorio. Erano state ricostruite le vicende societarie che hanno condotto all’aggravamento dello stato di dissesto della Wind Jet per oltre 160 milioni di euro per effetto di operazioni dolose compiute a partire dal 2005. Attraverso accertamenti bancari, acquisizioni documentali e rogatorie internazionali svolte in Lussemburgo, Francia e Regno Unito sarebbe emerso che la Wind Jet già dal 2005, avrebbe riportato ingenti perdite che non le consentivano più di operare sul mercato in mancanza di immissione di capitali. Alla luce di questa situazione finanziaria, un capitolo dell’inchiesta è stato quindi riservato alla trattativa del 2012, poi risultata infruttifera, per l’acquisizione di Wind Jet da parte di Alitalia. Secondo gli inquirenti la low cost nata a Catania «avrebbe intrapreso la trattativa svolta con Alitalia mentre versava in una grave condizione di dissesto occultata dalle fittizie sopravvalutazioni dei dati di bilancio».

Secondo la Procura etnea le vicende societarie che hanno condotto all´aggravamento dello stato di dissesto della Wind Jet per oltre 160 milioni di euro "per effetto di operazioni dolose compiute a partire dal 2005" si sono aggravate arrivando a 160 milioni di euro. Le perdite, sostiene l´accusa, sarebbero state occultate nel bilancio al 31 dicembre del 2005 con un´artificiosa operazione di valorizzazione del marchio consistita nella cessione - e retrocessione dopo pochi anni - del marchio Wind Jet in favore della Meridi per 10 milioni di euro. Negli anni successivi le operazioni di fittizia sopravvalutazione di bilancio sarebbero proseguite e gli organi societari si sarebbero avvalsi del contributo di società estere che avrebbero predisposto perizie di stima "di comodo" del magazzino e di beni strumentali di Wind Jet rappresentando valori sovrastimati per oltre 40 milioni di euro