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CATANIA - 26/02/2015
Cronache - La mini odissea di Valeria Giunta al "Cannizzaro"

Sulla barella per 72 ore chiama i carabinieri

Momenti di malessere misto a rabbia e tensione per la giovane donna Foto Corrierediragusa.it

Attende 72 due ore al pronto soccorso dell’ospedale «Cannizzaro» di Catania, sdraiata su una barella, in preda a lancinanti fitte alla testa e a febbre alta. Esasperata, telefona ai carabinieri, segnalando il fatto e «magicamente» la ricoverano, anche se ciò avviene nel reparto malattie infettive e non in quello di neurologia, come avrebbe dovuto essere. E´ accaduto alla 38enne ispicese Valeria Giunta, ormai residente nel catanese da diversi anni, finita in ospedale venerdì scorso, ma ricoverata solo nella tarda serata di lunedì dopo essere passata alle «maniere forti», chiedendo aiuto ai carabinieri, telefonando al 112. La donna è un fiume in piena è affida il suo sfogo anche alla stampa, partendo da Meridionews e finendo sul telegiornale regionale di Rai Tre: «Sono arrivata al pronto soccorso in codice giallo – dice Giunta – Sono stata portata una stanza e sistemata su una barella nella quale sono rimasta distesa da venerdì scorso fino a lunedì sera. In quei giorni, ho avuto ripetuti picchi di temperatura, uniti a forti fitte alla testa, ma i medici non hanno avuto modo di capire cosa avessi. Avrebbero dovuto ricoverarmi in neurologia, ma non ci sono posti a disposizione».

Al dolore fisico e alla disperazione s’è poi aggiunta la rabbia e la decisione di contattare i carabinieri: «Ho telefonato al 112 – racconta la Giunta – per denunciare quello che stava succedendo in questo ospedale». Il trasferimento nel reparto delle malattie infettive, diverso da quello dove avrebbe dovuto essere ricoverata, è arrivato «solo dopo che – denuncia Giunta – s’è sparsa la voce della mia telefonata ai carabinieri».
La Giunta critica il sistema sanitario: «Ci sono pochissimi medici e infermieri. Il pronto soccorso è al collasso. In questo modo diventa normale ricevere cure e attenzioni in ritardo, se la notte rimane in servizio una sola infermiera. Il corridoio dei locali dove mi hanno sistemata, fra l’altro, è provvisto di un solo bagno e non mi sono potuta lavare per tre giorni».