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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 895
CATANIA - 03/01/2015
Cronache - Niente remissione in libertà per la madre del bimbo di 8 anni strangolato

Il riesame ha deciso: Veronica Panarello resta in carcere

La donna resta dunque rinchiusa nel carcere di Agrigento. Si valuta il ricorso in Cassazione Foto Corrierediragusa.it

Resta in carcere Veronica Panarello (foto), la 26enne di Santa Croce Camerina accusata di aver ucciso il figlio Loris di 8 anni. Lo ha deciso il riesame di Catania al termine di una lunga camera di consiglio cominciata nella prima serata di venerdì e conclusasi nel pomeriggio di oggi. I giudici del tribunale della libertà hanno confermato l´ordinanza del gip di Ragusa. La donna resta dunque rinchiusa nel carcere di Agrigento dal momento che il riesame ha rigettato la richiesta di annullamento dell´ordinanza di arresto. La donna è accusata di omicidio volontario aggravato dalla parentela e dalla crudeltà e occultamento di cadavere. Fino a poche ore fa il padre acquisito Francesco Panarello aveva sperato nella scarcerazione della figlia. L´uomo si era detto amareggiato del regime carcerario di Veronica ritenuto dall´uomo "Più duro di quello riservato agli indagati del 41 bis". L´avvocato di fiducia Francesco Villardita, che aveva presentato il ricorso per la scarcerazione della sua assistita ora rigettato dal riesame, sta valutando l´opportunità di ricorrere in Cassazione.

La decisione dei giudici del tribunale della libertà di Catania, presidente Maria Grazia Vagliasindi, a latere Pietro Currò e Aurora Russo, è arrivata dopo due udienze fiume a porte chiuse di 12 e 6 ore, rispettivamente la vigilia di capodanno e il 2 gennaio, e al termine di una lunga e travagliata camera di consiglio in cui si è lottato contro il tempo per visionare tutta l´ampia documentazione prima del termine ultimo per depositare l´ordinanza. Veronica Panarello, che aveva pianto in aula alla vista delle foto del figlio morto durante l´esposizione della tesi dell´accusa, si era fino all´ultimo proclamata innocente, manifestando il desiderio di potersi recare al cimitero per piangere sulla tomba del figlio.

Andrea Loris fu trovato morto nel pomeriggio del 29 novembre in fondo ad un canalone nei pressi del mulino vecchio, tra le campagne di Santa Croce Camerina. Dall´autopsia emerse che il bambino era stato strangolato con una fascetta di plastica stringi cavo e poi gettato in fin di vita nel canalone di scolo delle acque profondo tre metri. Per la procura di Ragusa era stata la donna a commettere l´omicidio, emettendo il provvedimento di fermo nella notte dopo il giorno dell´Immacolata, poi convalidato dal gip che aveva emesso l´ordinanza di mantenimento in carcere per la donna, ordinanza ora confermata anche dai giudici del riesame di Catania.

Veronica Panarello ha sempre rigettato le accuse, proclamando la sua innocenza e dicendo di aver accompagnato a scuola il figlio quella fatidica mattina. Un racconto però che non combaciava con le immagini delle 41 telecamere di sicurezza del paese che avevano ripreso la "Volkswagen Polo" nera della donna durante tutto il tragitto compiuto in quelle ore. L´auto fu ripresa pure a poca distanza dal luogo in cui giaceva il cadavere del bambino.

La "battaglia" in aula al riesame tra accusa e difesa si era giocata tutta sulla diversa chiave di lettura del quadro indiziario e sulle testimonianze raccolte dall´una e dall´altra parte. L´accusa ha sempre puntato sulle immagini delle telecamere di sicurezza che "Dimostrano senza dubbio che quel giorno la mamma non ha accompagnato il figlio a scuola", che "Non ha seguito lo stesso percorso dei giorni precedenti" e per "Due volte passa velocemente davanti alla strada del mulino vecchio, dove sei ore dopo fu trovato il corpo del bambino, dicendo che era transitata in auto nella zona per gettare la spazzatura, nonostante i tanti cassonetti vicino casa". La donna quindi ha sempre negato tutto, anche dopo aver visionato i video, sia al gip di Ragusa, che ne aveva ordinato l´arresto, che ai giudici del tribunale del riesame di Catania che hanno confermato l´ordinanza.

La difesa aveva invece presentato un paio di nuovi testimoni a discolpa di Veronica Panarello, le cui dichiarazioni non sono state evidentemente ritenute convincenti dal tribunale della libertà.