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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 884
CATANIA - 07/06/2013
Cronache - Cinque le persone complessivamente finite ai domiciliari

Frode milionaria: manette pure per i modicani Radenza

I finanzieri hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare per associazione a delinquere, omessa dichiarazione, emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti

Ci sono pure due imprenditori modicani operanti nel settore dei supermercati e della vendita di prodotti alimentari all´ingrosso tra le cinque persone arrestate dalla Guardia di finanza a Catania nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura etnea su una frode fiscale da oltre 100 milioni di euro. Le manette sono scattate per Pasquale e Fabio Radenza, rispettivamente zio e nipote entrambi di Modica, per i catanesi Ernesto e Nunzio Valore e per il siracusano Francesco Accardi. Tutti sono ai domiciliari.

I finanzieri hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare per associazione a delinquere, omessa dichiarazione, emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. Sono state inoltre effettuate 19 perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati nelle province di Catania, Ragusa e Siracusa. Sequestrati beni per oltre 13 milioni di euro. L’indagine si collega a una verifica fiscale in materia di Iva intracomunitaria nei confronti di una società di distribuzione di beni di largo consumo, alimentari e non, dopo la richiesta di "approfondimento di mutua assistenza amministrativa" pervenuta dalle autorità di Malta circa i rapporti economici tra la stessa azienda e un operatore maltese.

E’ stata così ricostruita una rete di società nazionali ed estere (maltesi e romene), che hanno acquistato merce evadendo l’Iva. Due i sistemi di frode adottati. Il primo consisteva nell’emissione di fatture false e di lettere di vettura internazionali redatte a posteriori e che documentavano il fittizio trasferimento delle merci dall’Italia alle imprese maltesi. L’altro metodo passava per la creazione di apposite società, con denominazione sia nazionale sia estera, le quali effettuavano ingenti acquisti di merce in regime di non imponibilità dichiarandosi falsamente esportatori abituali. In entrambi i casi, la merce acquistata senza Iva e mai effettivamente esportata, veniva venduta su tutto il territorio nazionale in frode all’imposta. I soggetti economici coinvolti sono risulatti essere in maggioranza evasori totali, con recapiti fittizi o inesistenti.