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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 820
CATANIA - 16/05/2012
Cronache - Il presidente della Regione davanti al giudice monocratico di Catania Michele Fichera

Rapporti Lombardo - mafia: " Su di me tutte sciocchezze"

Dichiarazioni spontanee nel processo per il voto di scambio in cui è imputato Foto Corrierediragusa.it

Raffaele Lombardo si è dimostrato sereno e pacato ed ha reso dichiarazioni spontanee davanti al giudice monocratico di Catania, Michele Fichera, nel processo per voto di scambio in cui è imputato insieme al fratello Angelo, deputato nazionale Mpa. A conclusione della testimonianza il presidente della regione ha detto ai giornalisti: «Sono di una serenità infinita, sono molto soddisfatto per avere partecipato, cosa che ho detto farò sempre, perchè sentendo e rileggendo gli atti mi viene facile rispondere e soprattutto demolire le tante sciocchezze che ho letto negli atti di questo processo. Non è stato difficile smentire tutto quello che abbiamo letto da mesi e mesi in queste carte».

Prima delle dichiarazioni spontanee di Raffaele Lombardo, aveva deposto per 3 ore il maggiore dei carabinieri del Ros Lucio Arcidiacono che ha fatto l´escursus dell´inchiesta Iblis, nata da una costola dell´operazione Dionisio del 2006. L´ufficiale dei carabinieri si è a lungo soffermato sul ruolo del boss di Ramacca, Rosario Di Dio, che ieri in videoconferenza si è avvalso della facoltà di non rispondere, e del capomafia Vincenzo Aiello, cresciuto dal punto di vista criminale all´ombra di Eugenio Galea..

Il boss Di Dio, ritenuto l´esponente di spicco di Cosa nostra nelle zone di Ramacca e Palagonia, e che si è avvalso della facoltà di non rispondere, entra nel procedimento per delle intercettazioni ambientali nell´ufficio dell´area di servizio che gestisce sulla Catania-Gela. Durante l´ascolto il boss parla di Raffaele Lombardo definendolo «un pezzo di mer..», «un gran cornuto» e «gesuità». I giudizi sul governatore sono espressi a un amico mentre insieme ascoltano le notizie dei telegiornali sulla nuova giunta regionale composta anche da due magistrati.
«Alle prime elezioni regionali che ci sono state – aggiunge Di Dio – questo gran bastardo aveva fatto un accordo con... a Catania. La sera prima delle votazioni.. avevo la sorveglianza speciale... è venuto con suo fratello Angelo... si è mangiato otto sigarette».

«Io ho rischiato la vita e la galera per lui – afferma – e le cazzate che ha fatto lui....». Il boss gli avrebbe chiesto spiegazioni del perchè non dispose un intervento nei suoi confronti che aveva «un sacco di debiti con il Consorzio» di bonifica della piana facendo aspettare suo figlio per due ore e mezzo senza riceverlo. Una rabbia che porterà Di Dio a «dare il voto a un gran bastardo» ma non a Lombardo. «La mia famiglia – precisa – voti al Presidente non gli ne ha dati...».

Il governatore ha sempre negato di essere andato a casa di Di Dio ma di averlo incontrato nell´area di servizio per comprare del carburante.