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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 14:58 - Lettori online 938
CATANIA - 05/04/2012
Cronache - Il Gip aveva disposto l’imputazione coatta per i due esponenti politici di Mpa

Chiesto rinvio a giudizio per Raffaele ed Angelo Lombardo

L’ipotesi di reato formulata dalla Procura è di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio. Situazione politica molto incerta, si va verso le elezioni?

La Procura di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio per concorso esterno all’associazione mafiosa e voto di scambio del presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, e di suo fratello Angelo, deputato nazionale del Mpa.

La richiesta fa seguito alla decisione del Gip Luigi Barone di non accogliere l’archiviazione proposta dalla Procura per i fratelli Lombardo e di disporre l’imputazione coatta per i due esponenti politici.

Secondo quanto si è appreso, il fascicolo non è stato ancora assegnato a un Gip, nè è stata fissata la data dell’udienza preliminare. La data slitterà di alcune settimane perchè il Gip dovrà essere diverso dal giudice Barone, che sulla vicenda si è già espresso, e dovrà avere il tempo di studiare le migliaia di pagine degli atti confluiti nel fascicolo.

Secco il commento del presidente della Regione: «È tutto un castello di carte che non sarà difficile far saltare e smontare. Leggere come fossero vangelo le falsità, le porcherie e le calunnie di questa gente, molto meno che da niente, fa veramente riflettere. Non credo che per governare il cosiddetto potere in questa Regione si debbano pagare prezzi così alti» L’inchiesta è uno stralcio dell’operazione Iblis, scattata il 3 novembre del 2010 con decine di arresti tra esponenti di spicco della mafia di Catania, imprenditori e uomini politici.

La richiesta di rinvio a giudizio era per certi versi attesa e con essa il mondo politico deve fare i conti. Per molti osservatori politici le elezioni si avvicinano e la crisi è dietro l’angolo. Lombardo tra l’altro ha pubblicamente affermato che se dovesse essere rinviato a giudizio si dimetterebbe subito. Il maggiore alleato di governo del presidente, il Pd, sembra traa l’altro orientato a ritirare la fiducia a Lombardo anche se il dibattito interno è ancora molto serrato.