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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1036
CATANIA - 08/09/2011
Cronache - Gli organi donati su decisione dei familiari sono stati trapiantati a 3 pazienti

Oggi in provincia di Monza i funerali di Licitra. Lo sfogo del fratello Fabio

Le esequie del tenore Licitra a Vedano Al Lambro, luogo di residenza della famiglia
Foto CorrierediRagusa.it

La salma di Salvatore Licitra è arrivata a Vedano Al Lambro, in provincia di Monza, luogo di residenza della famiglia, dove oggi, alle 14, saranno celebrati i funerali.

Intanto Fabio Licitra (foto), fratello del tenore scomparso, lancia parole di fuoco dalla camera ardente al teatro Massimo di Catania, prima della chiusura. "Mio fratello non era sereno. Era una persona che se ne prendeva. Il mal di cuore, la pressione alta vengono quando subisci ingiustizie. Mio fratello non sopportava le ingiustizie.

Salvatore dall´Italia è stato trattato male, chi ha scritto male di lui lo sa, alcuni dei vostri colleghi scrivevano male di lui quando era malato e cantava con il mal di gola". "Alle ´prime´ in alcuni teatri, i critici non ascoltavano l´opera, ma venivano a sentire solo se buavano. Lui diceva sempre: magari un giorno, quando non ci saro´ piu´, parleranno bene di me". "Non faccio nomi, ma i giornalisti che hanno parlato male di mio fratello in vita, sanno. Devono "mangiarsi i gomiti", come si dice in siciliano".

Fabio Licitra ha avuto parole di fuoco anche contro la sanità del sud ma non per i medici catanesi che hanno avuto in cura suo fratello. "I medici sono ormai amici, ho incontrato persone di cuore. Ringrazio Catania per quello che ha fatto, ma non mi piace questa terra: mi ha dato troppo dispiaceri. Al pronto soccorso hanno buttato soldi per fare una specie di serra. Un posto incredibile. Mio fratello, se l´avesse visto, sarebbe rimasto allibito".

LA DECISIONE LODEVOLE DI DONARE GLI ORGANI
"La donazione degli organi di mio fratello per noi e´ una sola magra consolazione, ma qualcuno potra´ guardare con i suoi occhi" ha detto stamattina Fabio Licitra, fratello del tenore, incontrando i giornalisti insieme ai medici che lo hanno avuto in cura. "Lui e´ sempre stato generoso con tutti - ha proseguito, commosso - chi l´ha conosciuto ha avuto una gran fortuna e quindi secondo mai madre e secondo me avrebbe voluto questo: aiutare ancora, e dare tutto il possibile, il meglio di se´. In teatro faceva cosi, Salvatore era una grande persona".

Ad essere stati donati sono stati il fegato, i reni, e le cornee. Esclusi i polmoni, coinvolti nel trauma, ed il cuore: "Anche se in ottime condizioni di struttura - ha spiegato il primario della Rianimazione Sergio Pintaudi - non presentava le caratteristiche di funzionalita´ idonee per il paziente a cui doveva essere trapiantato".

Rimane il mistero sulle cause dell´incidente in cui il tenore e´ stato coinvolto: "Resteremo sempre con il dubbio - ha detto il neurochirurgo Salvatore Cicero - perche´ non e´ possibile stabilire se il malore che lo ha colpito sia stato prima o dopo l´incidente, i due eventi sono contemporanei. Sin dalla prima Tac si e´ visto subito che oltre al trauma c´era qualcos´altro, e le condizioni drammatiche in cui e´ arrivato al pronto soccorso di Scicli fanno supporre che sia stato prima male e poi sia caduto. Ma, certamente, aveva dei fattori di rischio".

Sull´importanza dell´esempio di Licitra ha parlato il direttore generale dell´Azienda Garibaldi Angelo Pellicano´: "il suo gesto - ha detto - deve servire come modello di comportamento da imitare".

GLI ORGANI DI LICITRA HANNO SALVATO 3 PERSONE
Gli organi del tenore Salvatore Licitra, morto ieri mattina dopo nove giorni di coma, hanno salvato tre pazienti in lista d´attesa. Il fegato e´ stato trapiantato all´Ismett su un uomo di 53 anni di Catania. Sempre all´Ismett il rene sinistro e´ stato assegnato a un 57enne di Palermo. Il rene destro e´ stato trapiantato all´Ospedale Civico su un paziente di 37 anni di Barcellona Pozzo di Gotto. Le cornee sono state depositate alla Banca degli occhi dell´ospedale Cervello per essere utilizzate nei prossimi giorni.
Secondo quanto rende noto il Crt Sicilia, non sono stati prelevati cuore e polmoni perche´ non idonei al trapianto.

L´ULTIMA VOLTA AL "BELLINI"
Licitra aveva cantato per l´ultima volta al "Bellini" nel novembre del 2007, quando ricopri´ con successo il ruolo di Mario Cavaradossi in "Tosca" di Giacomo Puccini, uno dei suoi "cavalli di battaglia", l´opera che lo aveva rivelato al grande pubblico.

Proprio per questo, accanto al feretro verra´ esposta una foto di scena che ritrae l´artista nel primo atto di quella "Tosca" e il manifesto originale, mentre dalla sala principale verra´ diffusa la sua voce in alcune romanze dell´opera, nella registrazione originale della sera della "prima".
Le bandiere sulla facciata del Teatro saranno a mezz´asta.

LA MORTE DI LICITRA
Salvatore Licitra non ce l’ha fatta. E’ morte nella notte al reparto di rianimazione del Garibaldi di Catania dove era stato ricoverato lo scorso 27 agosto. Salvatore Licitra stava viaggiando insieme ad una ragazza nel centro di Donnalucata ed era ritornato nella terra di origine dei suoi genitori per partecipare alla serata di gala del Premio «Ragusani nel mondo».

LE CONDIZIONI SI ERANO AGGRAVATE
Le condizioni di Salvatore Licitra sono apparse subito gravi a causa della ischemia cerebrale che lo aveva colpito mentre era a bordo dello scooter dal quale era caduto rovinosamente sull’asfalto. Dal momento del ricovero non aveva ripreso conoscenza e solo la sua forte fibra lo ha tenuto in vita per nove giorni dando qualche speranza ai familiari ed ai suoi fan.

LA FAMIGLIA HA ACCONSENTITO AL PRELIEVO DEGLI ORGANI, LE PAROLE DELLA MADRE
Nella notte i medici hanno accertato la morte cerebrale ed i familiari hanno acconsentito al prelievo degli organi. "Mio figlio ha avuto il dono del belcanto che lo ha fatto grande in tutto il mondo. Chi lo ha conosciuto sa bene quanto generoso sia stato sempre. Questo atto adesso lo rende testimone straordinario della sua umanità, che mette a disposizione di chi soffre". Lo ha scritto Paola Licitra, madre del tenore Salvatore morto oggi a Catania, nella missiva indirizzata al dottor Sergio Pintaudi, primario del reparto di rianimazione dell´ospedale Garibaldi, con la quale autorizza la donazione degli organi dell´artista.

IL DOLORE DEL MAESTRO MUTI
«La notizia della prematura scomparsa di Salvatore Licitra mi lascia costernato», ha commentato Riccardo Muti ricordando l´amico tenore. Impegnato a Vienna con la tournée europea della Chicago Symphony Orchestra, il maestro ha ricordato l´artista con cui ha lavorato diverse volte: «Era un artista a cui mi legava una affettuosa amicizia maturata in moltissime collaborazioni in teatro e in disco».

LA STORIA DI SALVATORE LICITRA
Salvatore Licitra era nato a Berna in Svizzera dove i genitori, originari di Acate, erano emigrati negli anni 60’. Proprio nella città di origine dei genitori il tenore doveva ricevere in questi giorni la cittadinanza onoraria ma l´incidente ed il ricevero hanno indotto il sindaco a rinviare l´appuntamento. Licitra è stato considerato l’erede naturale di Luciano Pavarotti di cui aveva quasi per caso ricevuto il testimone a New York. Dopo avere studiato con Carlo Bergonzi, aveva debuttato nel 1998; nel 2000 la consacrazione nel tempio della musica, la Scala di Milano dove ha cantato «Tosca» con la direzione di Riccardo Muti. La consacrazione internazionale nel 2002 al Metropolitan di New York, dove Licitra venne chiamato a sostituire Luciano Pavarotti, sempre in "Tosca".

LA TESTIMONIANZA DEL FRATELLO FABIO DAL PALCO DI "RAGUSANI NEL MONDO"
Fabio Licitra, fratello più giovane del tenore, ha raccontato proprio sul palco dei «Ragusani nel mondo» sabato scorso la verità sulla dinamica dell’incidente e non ha perso l’occasione per bacchettare i siciliani, che hanno il malvezzo di andare in moto senza casco ed ha detto :«Mi dispiace che voi non avete avuto il piacere di conoscere una persona speciale. Auguri anche alle altre persone speciali come mio fratello che hanno ricevuto il premio. «Ma fra’», come lo chiamo io, è stato sfortunato perché quella maledetta sera non aveva trovato un posto al ristorante. E siccome si doveva spostare con la moto di 200 metri per andare in un altro locale, ha lasciato il casco nel baule. Tutti avremmo fatto così. Ha avuto un malore, lui era prudente sempre, io sono più spericolato, ha accelerato ed è andato a sbattere la testa. Usate il casco sempre. A Catania ho visto che famiglie intere in motore non usano il casco…!»

CI SCRIVE IL REGISTA GIANNI BATTAGLIA PER RICORDARE IL TENORE
Gentilissima Redazione Corriere di Ragusa,
Sono affranto per la morte del tenore Salvatore Licitra, che tocca il mondo della Lirica, e lambisce la Sicilia e la Ragusanità. Salvatore Licitra era un grande artista, erede di Pavarotti ma diverso da Pavarotti per duttilità timbrica e per potenza vocale. Esprimeva una dolcezza interpretativa che anche Pavarotti possedeva ma che tendeva a dissimulare.

Sicuramente Licitra incarna una mediterraneità melodica non ricorrente nel mondo della Lirica, che lo rende, lo ha reso, unico e raro nel mondo del Teatro d’Opera, fino a far dire a qualche pseudo critico musicale che il fascinoso fluire della sua voce fosse frutto di una vulnerabilità timbrica piuttosto che di una nitidissima propensione interpretativa.

Se per assurdo dovessi collocare Licitra fra due estremi, fra la flessuosa melodia mediterranea e la vigorosa vocalità wagneriana, non esisterei ad avvicinarlo decisamente alla prima. Lo ascoltai dal vivo a Taormina Arte, nell’agosto 2009, interprete di Radames, protagonista di Aida, diretta da Enrico Castiglione, peraltro in un allestimento scenografico «virtuale» di notevole effetto visivo. Salvatore Licitra ottenne un successo strepitoso di critica e un gradimento di pubblico eccezionali, proprio per le qualità di interprete a cui ho fatto cenno. Io credo che le tipologie interpretative che lo caratterizzavano mancheranno molto alla Lirica mondiale. E credo che non sarà facile, come invece lo fu per Pavarotti, trovargli un erede.
Regista Gianni Battaglia

IL CORDOGLIO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA ANTOCI
«La morte di Salvatore Licitra lascia un vuoto incolmabile non solo nel firmamento lirico italiano ma anche nella nostra comunità provinciale». Così il presidente della Provincia Franco Antoci ricorda il tenore Salvatore Licitra, morto all’Ospedale ‘Garibaldi’ di Catania dove era ricoverato da 9 giorni in coma dopo l’incidente stradale occorsogli a Donnalucata, a bordo di uno scooter.

«Piangiamo il grande artista e soprattutto l’uomo – aggiunge Antoci - che abbandona la vita terrena con un grande gesto d’amore attraverso la donazione degli organi frutto della decisione della famiglia. E’ un altro motivo d’orgoglio per questo ‘figlio’ della nostra terra che avremmo voluto abbracciare e festeggiare in questi giorni se tutto fosse andato secondo programma. Ora cercheremo nel migliore di modi di onorare la sua memoria. Siamo particolarmente vicini ai familiari di Salvatore Licitra in questo momento di grande dolore sicuri anche di interpretare i sentimenti di vivo cordoglio di tutta la popolazione iblea».

LA VICINANZA DELLA COMUNITA´ DI ACATE E DEL SINDACO
"L´intera comunità di Acate ha sperato sino all´ultimo nel miracolo di poter
riabbracciare Salvatore Licitra dopo quell´infausto incidente stradale e tributargli una grande festa come avrebbe meritato per le sue indiscusse doti artistiche". Lo afferma il sindaco di Acate, Giovanni Caruso, dopo avere appreso della morte del tenore Salvatore Licitra e della decisione della famiglia di donare gli organi. Proprio ieri il Consiglio comunale di Acate
avrebbe dovuto conferire al tenore la cittadinanza onoraria, ma una telefonata del fratello Fabio aveva bloccato la cerimonia e il sindaco Caruso sino all´ultimo ha voluto rispettare la volontà della famiglia. Il Comune di Acate sarà presente con il proprio gonfalone nella camera ardente che verrà allestita nel teatro ´Bellini´ di Catania".


CIao..Salvatore
06/09/2011 | 9.57.46
Antonio

Mi è capitato di conoscere Salvatore moltissimo tempo fa in una manifestazione..Oggi non solo se ne va un grande tenore che ha reso famosa la nostra provincia in tutto il mondo..(anche se la maggior parte degli abitanti la provincia di Ragusa non sappia chi fosse..) ma se ne va una persona umile, carica di simpatia e socievolezza..Ciao Salvatore..