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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 973
CALTANISSETTA - 21/01/2013
Cronache - Massimo Billizzi ei cugini Piscopo tirano in ballo nuivi soggetti prima sconosciuti

Strage Vittoria, 5 arresti 14 anni dopo

Nel commando di fuoco che compì la mattanza del 2 gennaio al bar Esso, anche Orazio Buonprincipio (Riesi), Giuseppe Selvaggio e Calogero Cinardo di Mazzarino. Correità anche per Salvatore Siciliano e Alfonso Scozzari. Buonprincipio e Siciliano hanno ricevuto l’ordinanza nei rispettivi carceri di Caltanissetta e Novara, gli altri sono stati arrestati nelle loro abitazioni
Foto CorrierediRagusa.it

Quattordici anni dopo la mattanza del 2 gennaio 1999, conosciuta come la strage di San Basilio dentro il bar Esso a Vittoria, spuntano nuovi clamorosi sviluppi. Altre 5 persone coinvolte nel tragico evento, chiamate in causa da collaboratori di giustizia, hanno ricevuto prima dell’alba di stamani ordinanze di custodia cautelare in carcere per concorso in omicidio volontario pluriaggravato e di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Gli arrestati sono tutti nisseni. Giuseppe Selvaggio, 42 anni di Mazzarino; Alfonso Scozzari, 57 anni, di Vallelunga; Claudio Calogero Cinardo, 34 anni di Mazzarino; Orazio Buonprincipio, 44 anni di Riesi; Salvatore Siciliano, 49 anni di Mazzarino.

La Squadra mobile di Caltanissetta, diretta dal vice questore Giovanni Giudice, in collaborazione con la Mobile di Novara, e del reparto Prevenzione crimine di Catania, ha eseguito le ordinanze cautelari emesse dal gip del Tribunale di Catania Claudia Benati, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catania, procuratore aggiunto Carmelo Zuccaro, sostituto procuratore Lucio Setola. I particolari saranno illustrati a Catania presso la sede della Dda in via XX Settembre.

Per la cronaca, all’imbrunire del 2 gennaio 1999 un commando di killers fece irruzione all’interno del bar della stazione di servizio Esso, all’ingresso della città venendo da Comiso, uccidendo 5 persone. Morirono crivellati di colpi Angelo Mirabella (in quel momento referente del clan della stidda di Vittoria), Rosario Nobile, e Claudio Motta, ritenuti affiliati al clan Dominante e due giovani poco più che ventenni che in quel momento si trovavano disgraziatamente nel bar: Rosario Salerno e Salvatore Ottone. Si salvo solo il barista, che ebbe la prontezza di rannicchiarsi sotto il bancone e di uscire solo quando le pistole cessarono di sputare piombo e i sicari sgommarono via per lasciare i cadaveri sopra un lago di sangue. Dopo 14 anni di indagini, processi e pentiti, sappiamo che la strage venne ordinata dai clan Piscopo ed Emmnauello di Gela, rivali della «Stidda» vittoriese, quest’ultima facente capo a Carmelo Dominante, all’inizio socio di Bruno, Claudio e Silvio Carbonaro, oggi tutti collaboratori di giustizia in località segrete.

Un anno fa la Corte d’Assise d’Appello di Catania aveva condannato all’ergastolo due presunti componenti del commando: Giovanni Avvento e Alessandro Emmanuello. Trent’anni di reclusione, invece, era stati inflitti per due collaboratori di giustizia Gianluca Gammino e Massimo Billizzi, esecutori materiali della strage insieme a Piscopo Giovanni classe ‘67.

In precedenza erano stati condannati all’ergastolo i fratelli Giovanni ed Alessandro Piscopo, ed il cugino Alessandro Piscopo, ritenuti i mandanti della strage, ed Enzo Mangione, presunto basista. A dare l’ordine di uccidere Mirabella sarebbe stato il boss gelese Alessandro Emmanuello.

Nuovi collaboratori di giustizia, fra i quali i cugini Piscopo, hanno deciso di rispondere alle precise domande della Dda e della Squadra Mobile di Caltanissetta, ed ecco scattare le 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere per Selvaggio, Scozzari, Cinardo, Buonprincipio e Siciliano. Questi ultimi due hanno ricevuto l’ordinanza nei loro rispettivi carceri dove si trovano detenuti: Buonprincipio a Caltanissetta e Siciliano nel penitenziario di Novara. Gli altri 3, invece, sono stati svegliati e condotti in carcere dai poliziotti prima dell’alba di stamani.

Ad inchiodare questi 5 soggetti arrestati dopo 14 anni, le dichiarazioni del neo collaboratore Massimo Carmelo Billizzi, autoaccusatosi di essere stato oltre che mandante esecutore materiale del gruppo di fuoco. Tutti i soggetti coinvolti, sarebbero mandanti, esecutori e correi per avere fornito supporto logistico allo sterminio di Vittoria.

E’ emerso, ancora, come la strage sia stata pianificata ed attuata su ordine dell’allora boss gelese Daniele Emanuello, deciso ad acquisire l’egemonia sull’intera Sicilia sud-orientale. Emanuello voleva mettere le mani nella ricca provincia di Ragusa per entrare a pieno titolo nelle attività illecite proprie della mafia: racket estorsioni, droga. Per riuscire nell’intento «cosa nostra» gelese doveva eliminare Angelo Mirabella, reggente pro tempore della contrapposta consorteria della «Stidda» di Vittoria (in quel momento gruppo egemone sul territorio).

In particolare Billizzi, già luogotenente del boss latitante Daniele Emmanuello, appena decisosi a collaborare con la giustizia, ha illustrato nuovi e illuminanti particolari sulla partecipazione di altri soggetti che mai erano stati coinvolti come compartecipi nella strage.

Massimo Billizzi avrebbe reclutato i nuovi «picciotti» rivolgendosi al boss della famiglia di Mazzarino, Salvatore Siciliano, all’epoca latitante prima di essere catturato dalla Squadra Mobile di Caltanissetta nel 2003. A far parte del commando di fuoco, dunque, Buonprincipio di Riesi, Giuseppe Sevaggio e Claudio Cinardo, entrambi di Mazzarino come il capo famiglia Siciliano. Scozzari, invece, avrebbe procurato le armi che dovevano eliminare Angelo Mirabella.

Le dichiarazioni rese dal pentito Massimo Billizzi- assicurano gli inquirenti- hanno avuto riscontro positivo con quanto riferito dai cugini Alessandro e Giovanni Piscopo nel momento in cui decisero di collaborare con la giustizia dopo la strage. Con questi arresti, si chiude definitivamente il cerchio su quella che viene considerata la più brutta pagina della storia criminale di tutti i tempi a Vittoria?

Nella foto in alto gli arrestati da sinistra: Buonprincipio, Cinardo, Scozzari, Selvaggio e Siciliano