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CALTANISSETTA - 08/04/2011
Cronache - Niscemi: ordinanza di custodia cautelare 28 anni dopo l’omicidio

Giovanni Passaro fu l’omicida del «mago di Tobruk»?

Il niscemese raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare per il delitto del 1983, è attualmente detenuto nel carcere di Spoleto
Foto CorrierediRagusa.it

Ventotto anni dopo, ordinanza di custodia cautelare per il presunto omicida di Vito Vittorio Scifo. L´assassinio è avvenuto il 18 luglio del 1983 presso un noto bar del centro storico di Niscemi. Agenti della Squadra mobile di Caltanissetta e del Commissariato di Niscemi in collaborazione con i colleghi di Spoleto, a conclusione di complesse investigazioni coordinate dalla Procura della Repubblica e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Catania Daniela Monica Crea, su richiesta del pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania Francesco Testa a carico del pluripregiudicato gelese Giovanni Passaro (foto), appartenente alla famiglia mafiosa di «cosa nostra».

L’arrestato dovrà rispondere dell’omicidio, avvenuto il 18 luglio del 1983 in un noto bar nel centro di Niscemi, di Vito Vittorio Scifo, nonché della soppressione del cadavere della figlia della vittima, Rosanna Patrizia Scifo, il cui omicidio potrebbe esser stato compiuto nel mese di giugno dello stesso anno.

Inizialmente, della morte di Rosanna Patrizia Scifo era stato accusato il marito, Giuseppe Spatola, uomo d’onore successivamente assassinato. A seguito di numerose dichiarazioni da parte di diversi collaboratori di giustizia e della volontà dei familiari di Vito Vittorio Scifo e della figlia Rosanna Patrizia di far luce sugli omicidi dei propri cari, gli inquirenti sono giunti alla conclusione che l’esecutore materiale di tali fatti sia stato proprio Giovanni Passaro.