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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 735
CALTANISSETTA - 30/03/2011
Cronache - Caltanissetta: cinque nisseni arrestati nell’hinterland milanese

La nuova mafia siculo - lombarda colpita dalla Polizia

Il clan terrorizzava i «clienti» con atti intimidatori per farsi dare denaro destinato a famiglie di detenuti

Smantellata a Busto Arsizio un’associazione criminale siciliana. L’operazione « Fire Off », condotta dalla Squadra mobile di Varese in collaborazione con il Commissariato di Busto Arsizio, ha inflitto un duro colpo a diversi esponenti della criminalità organizzata siciliana dando esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Milano nei confronti di Rosario Vizzini di 51 anni, Fabio Nicastro 39 anni, Dario Nicastro 36 anni, Emanuele Napolitano 43 anni e Rosario Bonvissuto di 38 anni, tutti indagati per associazione a delinquere di stampo mafioso, aggravato dalla disponibilità di armi, estorsioni, attentati incendiari, danneggiamenti e minacce ai danni di noti imprenditori della provincia di Varese.

L’indagine è stata avviata circa un anno fa, a seguito di un attentato incendiario ai danni di un pregiudicato locale avvenuto vicino Varese; tale avvenimento destò scalpore e fu oggetto di minuziose indagini, dirette dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano; tali indagini permisero di identificare tutti i componenti del gruppo criminale nonché accertare altri attentati incendiari e attività estorsive commessi sin dal 2002.

Rosario Vizzini, uomo d’onore della famiglia gelese dei Rinzivillo, riconducibile al clan Madonia di «cosa nostra», è ritenuto il punto di riferimento del clan. L’uomo è stato già condannato per associazione mafiosa e arrestato lo scorso anno dalla Squadra mobile di Varese in collaborazione con i colleghi di Caltanissetta; secondo gli inquirenti è lui l’organizzatore della cellula mafiosa dedita alle estorsioni operante a Busto Arsizio.

La gang criminale, secondo quanto affermato dagli inquirenti, costringeva mediante minacce ed intimidazioni una serie di imprenditori a versare periodicamente una somma in denaro destinate alle famiglie dei detenuti, nonché a mettere a disposizione autovetture di grossa cilindrata, buoni pasto, cessioni di rami d’azienda, merci ed attrezzature senza corrispondere il prezzo, in modo da acquisire il controllo dell’attività taglieggiata.

Prezioso è stato il duplice contributo fornito dalla Squadra mobile di Caltanissetta che ha rintracciato e raccolto le denunce di alcuni imprenditori che si trovano attualmente in Sicilia e ha inoltre fornito importanti informazioni sulle origini degli arrestati e sulle dinamiche criminali delle cosche di riferimento. Le indagini proseguono costantemente al fine di accertare ulteriori episodi di estorsione commessi nella provincia di Varese.