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Venerdì 24 Novembre 2017 - Aggiornato alle 11:27 - Lettori online 654
ACATE - 21/10/2017
Cronache - Scoperto un rumeno che lavorava sottopagato

Contrasto al caporalato dei carabinieri con 2 denunce

I controlli proseguiranno nei prossimi giorni Foto Corrierediragusa.it

La piaga del caporalato continua ad affliggere la fascia trasformata del Ragusano costellata da aziende ortofrutticole e serre, ed altri due imprenditori agricoli sono stati denunciati, stavolta dai carabinieri, nell’ambito dei controlli per contrastare questo fenomeno. I militari hanno ispezionato numerose aziende agricole ricadenti nel territorio del comune di Acate. In un’azienda agricola di Contrada Dirillo è stato scoperto un bracciante agricolo rumeno che lavorava in condizioni di sfruttamento. All’uomo, infatti, fin dalla metà del 2015, per una giornata lavorativa di 9 ore veniva corrisposta una retribuzione giornaliera di appena 25 euro, inferiore ai minimali previsti per legge. Inoltre il rumeno viveva ai limiti dell’indigenza alloggiato in una stanza, in condizioni igienico-sanitarie pessime: alla luce di ciò l’alloggio è stato sottoposto a sequestro.

Le denunce, come accennato, sono quindi scattate per i due datori di lavoro titolari dell’azienda agricola, di 47 e 43 anni. Entrambi, secondo quanto previsto dall’articolo 603 bis del codice penale, devono rispondere di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. I controlli dei carabinieri finalizzati al contrasto del fenomeno del caporalato, proseguiranno dunque nelle prossime settimane per eliminare quelle situazioni degradanti e di sfruttamento lavorativo troppo spesso accettate loro malgrado da quanti che necessitano comunque di guadagnare qualcosa per poter tirare avanti.