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Lunedì 23 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 20:20 - Lettori online 661
ACATE - 09/10/2017
Cronache - Al setaccio contrada Macconi

Fumarole abusive: sequestro e denunce

Si tratta di un incensurato di 42 anni, e di un 40enne con precedenti penali Foto Corrierediragusa.it

Il contrasto alle fumarole abusive da parte dei carabinieri si è stavolta spostato ad Acate, in contrada Macconi, dove sono state di fatto rinvenute delle vere e proprie discariche abusive per lo smaltimento illecito di rifiuti, con alcune zone interessate dalla combustione di plastica e di scarti di coltivazioni serricole, con relative ceneri e residui. Tutto è stato posto sotto sequestro dai militari. Nel corso di un blitz sono stati rinvenuti numerosi e consistenti cumuli di rifiuti, per svariate tonnellate, costituiti da inerti, materiale plastico e rifiuti organici di ogni genere. Inoltre, sono stati rilevati appezzamenti di superfici interessate dalla combustione di materiale plastico, proveniente dalle serre agricole adiacenti, e dalle relative ceneri, che sono state quindi sottratti al regolare smaltimento, nonché di rifiuti vegetali provenienti dall’attività serricola.

L’accumulo di rifiuti speciali e delle materie plastiche, ed in particolare la loro combustione, provoca lo sversamento nel terreno di liquidi e sostanze altamente nocive, quali le diossine e i policlorobifenili, che possono inquinare il suolo e le relative falde acquifere, mentre nell’aria si liberano idrocarburi policiclici altamente inquinanti. E’ scattata così la denuncia a piede libero per due imprenditori agricoli di Acate, proprietari dei terreni: si tratta di un incensurato di 42 anni, e di un 40enne con precedenti penali.

Dinanzi all’Autorità Giudiziaria di Ragusa dovranno rispondere dei reati di abbandono, combustione e smaltimento illecito di rifiuti speciali con emissioni diffuse in atmosfera di polveri. L’intera area, comprendente anche due grossi invasi originariamente destinati alla raccolta d’acqua di oltre 3 mila metri quadrati complessivi, è stata sottoposta a sequestro e sono tuttora in corso accertamenti di natura tecnica finalizzati all’individuazione di corpi metallici nel sottosuolo al fine di accertare il livello e la gravità dell’inquinamento prodotto: le indagini, pertanto, sono suscettibili di ulteriori sviluppi.